Il Teramo dei giovani stende il Palermo

Le prodezze di Santoro (classe ’99) e Di Francesco (2001) piegano i siciliani nella ripresa. E tra i migliori c’è Diakite (2000)
TERAMO. Le prodezze di Santoro (21 anni) e Di Francesco (19), l’ottimo debutto in C del 20enne Diakite. È dai suoi giovani che il Teramo trae linfa vitale, tornando a festeggiare in campionato dopo un’eternità e rendendo amaro il ritorno tra i professionisti di un Palermo dipinto come una corazzata ma apparso chiaramente in ritardo. Dire che sono state tutte rose e fiori sarebbe troppo: intanto per il clima surreale in cui si è giocato, con appena trecento tra paganti e abbonati (plastica dimostrazione che i contraddittori segnali lanciati da Iachini per tutta l’estate hanno avuto un evidente effetto-disamoramento sulla piazza); e poi perché il Teramo, come squadra, è palesemente un’incompiuta. Manca un uomo di peso in attacco, e questo è notorio; inoltre Costa Ferreira messo all’ala sinistra, così come Ilari a destra e Bombagi punta pura, sono tutti segnali che Paci al momento deve adattare il materiale umano a un’impostazione arrangiata più che a un’idea di calcio già completa e definita. Ma, detto questo, il Teramo di ieri e il suo allenatore vanno applauditi. La squadra è apparsa solida, ordinata e compatta: non ha concesso quasi nulla al Palermo e, pur creando poche occasioni, in fase offensiva ha certamente fatto di più degli avversari, reti a parte. Insomma, la vittoria non fa una grinza e il Diavolo lancia segnali promettenti. Certo, va anche considerato che gli ospiti non hanno giocato neanche una partita nel precampionato e hanno visto arrivare da pochi giorni alcuni giocatori.
L’avvio non è incoraggiante per il Teramo: al 1’ Diakite sbaglia un disimpegno e Palazzi scalda le mani a Lewandowski da lontano. Ma sarà l’unico tiro in porta del Palermo per oltre un’ora. La prima metà del tempo è un’ammucchiata, con molti falli e difficoltà a manovrare da parte di entrambe le squadre. Gli annunciati 4-2-3-1 sono in realtà dei 4-4-2, soprattutto quello del Teramo (Bombagi è quasi sempre in linea con Pinzauti). I biancorossi cominciano a giocare dopo il 20’, spinti soprattutto da Cancellotti (se parte sarà una grave perdita), Santoro e Bombagi, mentre dietro Diakite – al debutto in C – sfoggia chiusure da applausi. Floriano calcia una punizione sull’esterno della rete al 37’, Ilari al 45’ scaglia il primo tiro biancorosso, deviato in angolo dal portiere. È il segno che il Teramo sta crescendo e in avvio di ripresa (2’) arriva la conferma: bella manovra, cross di Cancellotti e colpo di testa a lato di Pinzauti da ottima posizione. Il Palermo batte un colpo al 5’ su calcio piazzato con Saraniti (colpo di nuca alto), ma soffre sempre di più la miglior condizione del Diavolo. L’ex Santoro è il più brillante di tutti e al 12’ s’inventa l’1-0 avviando l’azione sull’out sinistro, buttandosi senza palla oltre il terzino Peretti e, sul passaggio di Costa Ferreira, involandosi verso la porta. Fantastica la freddezza con cui, dopo 50 metri di scatto, piazza la palla nell’angolo lontano. Pinzauti potrebbe raddoppiare in mischia al 17’ ma incorna male, il Palermo butta dentro quattro uomini freschi e rivoluziona l’attacco ma impensierisce Lewandowski solo al 33’ su punizione da fuori area di Silipo. Al 34’ Paci butta dentro il baby Di Francesco ordinando il 4-3-3 e, alla prima azione col nuovo modulo, l’ala della Val Vibrata sfonda sulla destra e piazza il diagonale del 2-0 nell’angolo lontano. Il finale è gestito in tranquillità, al triplice fischio i pochi presenti applaudono come non succedeva da una vita.
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