Il Teramo galoppa, la vetta è a meno 2

22 Dicembre 2014

Momento magico dei biancorossi, che pur senza brillare fanno quattro gol al Savona. Incontro acceso da due tiri da fuori area

TERAMO. Maledetta sosta di Natale. Rischia di rompere il ritmo a un Teramo lanciato come un treno, che con il 4-0 al Savona infila la terza vittoria consecutiva e l’ottavo risultato utile di fila. Nelle ultime sette partite, da quando Vivarini ha cambiato sistema di gioco, il bilancio è di 17 punti: cinque vittorie (due esterne) e due pareggi (entrambi in trasferta), 12 gol segnati – otto nelle ultime due partite – e tre subiti. Roba grossa, roba che dopo l’1-1 casalingo con la Pro Piacenza del 1° novembre (allora il Teramo era nel gruppo delle none a più 3 sui play out) pareva follia solo pensare, non tanto per i risultati quanto perché la squadra non aveva né capo né coda. Dopo la sosta al Teramo toccheranno la capolista Ascoli – ieri avvicinata a -2 – e il Pisa, coinquilino dei biancorossi sul secondo gradino. Giocarci subito, con le due favorite del torneo, sarebbe stato il massimo: invece bisognerà aspettare il 6 e il 10 gennaio. Peccato.

Quella di ieri poteva essere la classica partita-trappola, ma un Teramo cinico e spietato l’ha fatta diventare, alla distanza, una passeggiata. Non è stata una gara senza storia, tutt’altro. In avvio il Diavolo soffre e stenta, e forse non poteva essere diversamente con una difesa arrangiata alla bell’e meglio e Petrella nell’inedito ruolo di esterno sinistro basso. La partita si accende all’improvviso dopo 27 minuti di gioco sporco e duro, con troppi passaggi sbagliati dai biancorossi e un Savona spuntato anche per scelta propria (Spadafora, due gol nell’ultimo turno, lasciato in panchina: grazie, Aloisi!). Al 27’ Teramo vicino al gol con Cenciarelli, che di testa da due passi la mette in bocca al portiere, e sul ribaltamento di fronte Savona vicino al vantaggio con Carta, non marcato da Petrella, che spara fuori al volo da ottima posizione. Il Teramo rimette il pallone e Amadio trova lo spazio per avanzare sulla trequarti ospite: botta di destro da 25 metri, centrale ma che si abbassa a fil di traversa, e gol. Passano dieci minuti e un’altra prodezza personale dà il 2-0 ai biancorossi: Donnarumma parte sulla trequarti sinistra, si accentra e spara un tracciante che centra l’angolo vicino.Grande gol, tiri da fuori area decisivi per mettere in discesa il confronto ed è una novità.

Tutto finito? Ancora no, perché il Teramo d’inizio ripresa allenta la tensione e concede al Savona la palla per riaprire il match, ma Scappini la falllisce al 5’. Poi San Speranza mette una gran pezza su Cerone all’11’. Neanche il tempo di annotare il debutto di Di Matteo, che entra al posto di Petrella, e il Teramo colpisce ancora: Lapadula crossa da destra, Donnarumma gira di testa ma Cabeccia ribatte corto, sulla palla morta arriva a rimorchio Di Paolantonio che la piazza dentro di piatto. Il Savona è cotto, il suo debuttante mister ci mette del suo togliendo il migliore (Cerone) e il Teramo dilaga con un rigore guadagnato abilmente da Scipioni e trasformato da Lapadula. A stringere: quattro gol senza creare quasi nessuna occasione limpida, roba da squadra di rango.

Il finale è accademia: si rivede anche Caidi dopo il lungo stop per infortunio e il Teramo finisce in dieci e senza punte perché Lulli sostituisce Lapadula (Vivarini disegna un 4-5-1) e Donnarumma esce anzitempo per una tremenda pallonata in faccia. Dettagli. Il succo è che il Teramo sta lassù. Forse per restarci.

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