Il Teramo in nove si scioglie sotto la neve

Sul campo imbiancato di Caserta i biancorossi lottano ma vengono condizionati dai rossi a Vitturini e Piacentini e vanno ko
CASERTA. Per fortuna il Teramo difficilmente si ritroverà a giocare sotto la neve da qui alla fine del campionato. Burian si abbatte sulla Campania, imbianca il Pinto e insabbia i meccanismi dei biancorossi. È bastata la sfuriata di neve caduta sullo stadio di Caserta nel primo quarto d’ora del secondo tempo per mandare in tilt il Teramo. È nei minuti di maggior caduta della neve che la formazione di Massimo Paci si smarrisce e perde una gara comunque ben giocata. Decisivo il gol di Cuppone per il vantaggio, un regalo (non di San Valentino) di uno che quasi mai sbaglia e comunque non lo fa in difesa, Costa Ferreira. Il portoghese non avrebbe dovuto neppure essere lì, però era stata la mossa di Paci per sopperire all’espulsione - già dopo 42’ - di Vitturini. Forse l’ingenuità più grossa della partita del Teramo, che poi ha chiuso anche in nove per il rosso diretto rifilato dall’arbitro a Piacentini. In pieno recupero, il 2-0 di Turchetta.
Prima e dopo le reti rossoblù, però, poco o nulla da recriminare al Teramo, se non l’approccio al secondo tempo, con la gestione rivedibile dell’inferiorità numerica. Perché poi la sfida è stata equilibrata, l’uomo in meno nel secondo tempo di fatto non si è visto, con il Diavolo anche pericoloso in qualche circostanza, senza riuscire a punire la difesa più battuta del campionato (e questa è una macchia). Neppure l’inizio di partita è stato dei migliori, con le maglie difensive troppo larghe e Cuppone molto bravo ad inserirsi fra Trasciani e Vitturini ma non a battere Lewandowski che gli chiude lo specchio in uscita. Il Teramo ha saputo trovare le giuste contromisure, tanto che nel primo tempo ha costruito di più e meglio, soprattutto nella prima fase, con Pinzauti, Bombagi e col solito Arrigoni, bravo a giocare a tutto campo. Fino al 25’, il Teramo è stato ben messo in campo ed equilibrato al punto giusto, abile anche a trovare le giocate migliori con la punizione di Bombagi e un inserimento da centrocampista di Trasciani che per poco non fa saltare il banco della Casertana. Nella seconda parte del primo tempo la gara perde d’intensità, i falchetti prendono campo e coraggio, il Teramo perde delle certezze e non attacca più come all’inizio. Fino ai fattacci: Vitturini, già ammonito, stende Izzillo a centrocampo e si becca un secondo giallo ineccepibile, fra la disperazione dei compagni. Dopo l’intervallo, mentre sul Pinto si abbatte una mezza bufera di neve che imbianca il manto erboso, Costa Ferreira da terzino commette un’ingenuità clamorosa, con un retropassaggio pigro per Lewandowski: Cuppone è un falco e fa 1-0.
Uno svantaggio che non taglia le gambe al Teramo, stoicamente proteso in avanti col 4-3-2 a caccia del pareggio che sarebbe anche meritato. Bombagi chiama Avella a una gran parata su punizione, poi è Carillo a salvare i suoi su Birligea, fino al finale di marca rossoblù. Izzillo colpisce il palo, al Teramo viene negato un rigore su Kyeremateng, Piacentini lascia i suoi in nove per un’entrataccia su Matese e Turchetta al 93’ condanna oltremodo il Teramo.
Alfonso Esposito

