Il Teramo incrocia le dita e Spinelli pensa al futuro

23 Luglio 2022

Entro il 2 agosto il verdetto del Tar. Il club punta alla riammissione in Lega Pro e vuole affidare la panchina a Pochesci con Manfra come direttore sportivo 

TERAMO. Dopo il verdetto del Coni, il Teramo ha deciso di affidarsi al Tar per provare a riavere la serie C. La battaglia legale, affidata all’avvocato Cesare Di Cintio, continua e la società biancorossa intende andare fino in fondo. Il Teramo punta ad avere una sospensiva dal Tar prima del consiglio federale del 28 luglio, anche se la prossima camera di consiglio è fissata per il 2 agosto. Praticamente il Diavolo proverà a chiedere il blocco dei ripescaggi mettendo le “X” al posto delle due squadre escluse. Oltre al Diavolo, infatti, c’è anche il Campobasso. In attesa di eventuali spiragli giudiziari, in città si incrociano le dita in vista del prossimo campionato. A portare avanti la battaglia legale è l’attuale società, che a breve passerà ufficialmente in mano all’imprenditore Giuseppe Spinelli. Il costruttore siciliano mercoledì ha incontrato il sindaco e ha manifestato l’intenzione di voler fare calcio a Teramo a prescindere dalla categoria.
A breve Spinelli dovrebbe materialmente diventare il nuovo proprietario del Diavolo ricevendo le quote di maggioranza da Davide Ciaccia. Con lui al timone il Teramo ha già le idee molto chiare a livello tecnico. Il nuovo direttore sportivo sarà Maurizio Manfra. Una conferma, visto che l’anno scorso ha lavorato gomito a gomito con il ds Federico. Manfra ha già scelto l’allenatore: Sandro Pochesci. Il tecnico romano in passato ha lavorato con Manfra e gradirebbe la piazza biancorossa. Appena ci sarà il verdetto del Tar, il Teramo fisserà la data del ritiro. In caso di C sono 11 i giocatori sotto contratto che dovranno presentarsi al raduno. In caso di esito negativo al Tar, gli undici tesserati otterranno lo svincolo d’ufficio. In questo caso, però, il club potrà ripartire dalla serie D attraverso un nuovo progetto tecnico e il pagamento di circa 300 mila euro a fondo perduto alla Figc. Il Comune affiderebbe questo progetto alla Figc dopo una selezione mediante un bando. In caso di più proposte sarà il sindaco a scegliere il progetto tecnico più affidabile e consentirgli di aderire alla possibilità concessa dalla Figc. (l.d.m.)