Il Teramo mette mezza salvezza in tasca

11 Marzo 2019

Anche la fortuna aiuta il Diavolo a Bergamo: l’Albinoleffe colpisce tre legni sull’1-1 prima di regalare il rigore decisivo

BERGAMO. Il calcio non è una scienza esatta. Ci sono gare che a volte sono emblematiche in tal senso e anche Albinoleffe- Teramo lo è. Gli azzurrocelesti dominano per quasi 90’, colgono tre legni, il migliore in campo è Gomis (che nel finale ha lasciato il campo in lacrime per un grave infortunio al ginocchio: ha avuto il distacco del tendine rotuleo del ginocchio sinistro, sarà operato già oggi ma per lui la stagione è finita), eppure a vincere è il Teramo. Gli abruzzesi sfruttano le uniche due indecisioni della difesa lombarda e ne approfittano con il solito Saveriano Infantino che, nel finale delle due frazioni, realizza le due reti (sette finora in totale) che permettono al Teramo di spuntarla. Una vittoria che vale doppio: la squadra di Maurizi adesso respira e prova ad allontanarsi dalla zona playout.
Il piano partita del Teramo è chiaro, sin dall’avvio. Anzi, sin dalla lettura delle formazioni. Maurizi schiera De Grazia da trequartista, con Infantino unico riferimento centrale contro i tre difensori dell’Albinoleffe. Il risultato è che l’attaccante lucano toccherà pochi palloni, uno preziosissimo a fine primo tempo perché vale il pareggio immediato. C’è Spinozzi in mediana con Spighi e Proietti, ma l’allenatore romano sarà costretto a toglierlo dopo 50’ perché è improduttivo. Il Teramo non rischia nulla nella prima parte di gara, molto tattica, equilibrata, quasi un sonnifero. Il tiro di Gonzi bloccato senza problemi da Gomis (18’) è l’unico squillo della prima mezz’ora, mentre accade di tutto nella parte finale del tempo. Dopo aver rischiato su un colpo di testa di Gavazzi, il Teramo va sotto al 40’, a causa dell’ingenuo fallo di Polak su Kouko in area di rigore. Abruzzesi anche sfortunati perché Gomis intuisce il penalty di Cori, ma non può nulla sulla respinta di Gelli. La bravura del Teramo è quella di trovare l’1-1 praticamente subito e prima dell’intervallo: due condizioni favorevoli per provare ad ammazzare l’avversario. Azione da applausi: apertura di De Grazia per Celli, cross per Infantino il quale con un grande movimento manda fuori giri Gavazzi e supera di testa Cortinovis.
La Celeste, tuttavia, non si lascia intimorire, anzi si riversa nella metà campo teramana sin dalle prima battute della ripresa. Secondo tempo che è un assedio, principalmente i primi minuti in cui l’Albinoleffe colpisce due legni a distanza ravvicinata l’uno dall’altro. Il primo lo prende Mondonico sugli sviluppi di un angolo, arrivato per una bella parata di Gomis su Sbaffo. Il secondo è di Kouko, sempre di testa, intorno al 10’. Maurizi capisce il momento di difficoltà, si sbraccia, dà consigli, prova ad aiutare la sua squadra inserendo Sparacello ed Armeno ma il Teramo non risponde agli stimoli. Kouko appare imprendibile, affonda come una lama nel burro e la difesa biancorossa lo tiene a fatica. Nella fase centrale la squadra ospite respira, soffre e contiene le scorribande della Celeste. Che si riaffaccia dalle parti di Gomis con il terzo legno colpito, stavolta da Giorgione con una staffilata respinta dall’incrocio dei pali. Mondonico sfiora il gol in tuffo al 36’, prima dell’episodio chiave: Riva cade in area e travolge Ventola che lo aveva appena dribblato, rigore ineccepibile che Infantino realizza spiazzando Cortinovis. Il Teramo ringrazia e vince, anche se il finale è triste per il brutto infortunio occorso a Gomis a pochi secondi dal triplice fischio.
Paolo Belotti