Il Teramo non c’è, il Pordenone dilaga

15 Aprile 2019

Partita senza storia: 2-0 per la capolista dopo dieci minuti, 4-0 all’intervallo. Ma la zona play out resta lontana 4 punti

PORDENONE. Non c’è storia. Abissale la differenza tecnica, enorme pure il gap motivazionale rispetto alla capolista vicinissima alla promozione storica in serie B (sabato c’è il primo match point). Il Teramo crolla come un pugile stordito sotto i colpi del Pordenone, dice addio al sogno playoff ma se non altro la sconfitta interna del Renate contro la Giana Erminio gli permette di conservare un rassicurante +4 sui playout.
Il risultato finale è già di per sé una sentenza da brividi, ma i contenuti del collasso sono ancor più spaventosi, considerando pure che dopo i primi 45 minuti travolgenti il Pordenone mette il freno nella ripresa quasi a voler risparmiare un’umiliazione peggiore agli avversari. In soldoni, il Teramo in campo quasi non ci scende: incassa la prima botta dopo cinque minuti, il secondo colpo al 10’ e barcollante si trascina sostenuto soltanto da Pacini, che viene bersagliato e deve capitolare altre due volte. Insomma, una domenica terribile, che racconta di un dominio totale del Pordenone su tutti i livelli e rovina pure l’ottima reputazione da trasferta del Teramo.
Il 3-5-2 di Maurizi, con linee di difesa e centrocampo molto strette, dovrebbe garantire chiusura degli spazi e soprattutto copertura della verticale. Ma la corazzata di Attilio Tesser, nonostante le assenze preziose di Bombagi e Berrettoni, taglia la retroguardia abruzzese come fosse burro e sblocca la partita dopo soltanto cinque minuti: Ciurria riceve sul fronte destro da Semenzato e scarica al centro per l’inserimento di Zammarini, che brucia sul tempo Caidi e con un destro potente batte Pacini. Ha una foga impressionante il Pordenone, lavorando con linea difensiva altissima e pressione feroce a tutto campo. Ciurria tra le linee è l’uomo che crea sempre superiorità e al 10’, ancora partendo da destra, pennella un altro assist al bacio: stavolta è il bomber Candellone a raccoglierlo per insaccare il 2 a 0. Il Teramo è smarrito e per fortuna ha un ottimo portiere: Pacini vola all’incrocio su punizione spettacolare di Burrai (18’) e poi para il rigore del metronomo avversario al 22’ (a procurarlo lo stesso numero uno con un’uscita disperata e in ritardo). Ma è impossibile frenare l’impeto della capolista, che trova il 3 a 0 al 28’ con una punizione micidiale di Burrai dai 30 metri e perfino il poker al 36’ con Candellone, liberato al tiro da Zammarini. Sul 4 a 0 forti le proteste teramane per l’iniziale partenza in fuorigioco del bomber del Pordenone. L’arbitro, quasi a voler compensare il torto, concede al 38’ un penalty ai biancorossi per un abbraccio tra Barison e Infantino, ma dal dischetto lo stesso Infantino calcia male, Bindi para e tiene immacolata la porta. La ripresa s’inaugura con l’ingresso di Barbuti per l’evanescente Infantino, che Maurizi vuole evidentemente preservare per i prossimi impegni. Ma non c’è più gara. Il Pordenone toglie le marce alte, va quasi a folle, decide di lasciar scorrere il cronometro senza sforzarsi e senza infierire. E Tesser ne approfitta per operare cambi e dare il via alle ovazioni, soprattutto per capitan Stefani che torna in campo dopo un lungo infortunio. Per il Teramo da segnalare ben poco, se non un paio di potenziali occasioni non finalizzate da Barbuti. La notizia migliore arriva in serata: il ko del Renate in casa lascia la terzultima piazza a -4 dal Diavolo.
Roberto Piccoli