Il Teramo non sfonda, ma è un buon pari

Lo scontro diretto d’alta classifica con il Foggia termina 0-0. Gara con poche emozioni, nel finale annullato un gol a Ilari
FOGGIA. Da due delle attuali, in attesa dei risultati di oggi, quarte in classifica era lecito attendersi qualcosa in più. Invece la sfida “infernale” fra diavoli e satanelli, fra due dei tecnici più apprezzati di questo torneo, fra due delle formazioni che giocano meglio nel girone C, è sfilata via senza particolari sussulti.
Foggia-Teramo è stata una partita scialba, avara di emozioni, con uno 0-0 tutto sommato giusto e che è il riassunto perfetto di 94 minuti in cui si è calciato pochissimo in porta. Un risultato che non deve sorprendere, perché partite così - nei gironi di ritorno in serie C - sono molto frequenti, soprattutto quando si deve muovere la classifica.
E allora il punto può stare bene a tutte e due le formazioni, che proprio nel week-end avevano ottenuto le rispettive prime vittorie del 2021, tutt’altro che banali. Il Foggia aveva avuto la meglio della Casertana, partita con quattro successi di fila, il Teramo addirittura aveva fermato il Bari. E da lì avrebbe voluto ripartire Massimo Paci che, per la sfida dello Zaccheria, ha confermato interamente l’undici titolare contro i galletti biancorossi, nonostante il ritorno di Viero.
Giusto così, con il 4-3-3 del Diavolo che in effetti si è lasciato preferire per i primi 45 minuti rispetto al Foggia. Infatti, se proprio meritava una squadra ai punti, quella poteva essere il Diavolo che ci ha provato.
Il Teramo predilige giocare sulla fascia mancina, dove Massimo Paci può contare su una potenza di fuoco, almeno potenziale. Il 4-3-3, infatti, esalta le doti della catena di sinistra ed in particolare premia la spinta - che in realtà mai è mancata anche nelle gare precedenti - di Alberto Tentardini, accompagnata stavolta dalle qualità di Mungo e Costa Ferreira. L’ex Cosenza e il portoghese cercano spesso il duetto, ma la difesa del Foggia è attenta e rischia poco, stranamente protetta da un Kalombo disciplinato in difesa ma tutt’altro che reattivo in fase di spinta.
La gara però è bloccata e tattica, così il primo a rompere gli indugi è Arrigoni con un destro dalla distanza (dopo un’azione nata a sinistra, ovviamente) che termina alto. Il Foggia mette una sola volta la testa fuori, su un’azione partita da Kalombo e conclusa da un tiro sbilenco di D’Andrea dal limite dell’area. Di ben altra portata la casuale occasione capitata sul destro di Costa Ferreira, il quale chiede troppo alle sue doti balistiche tentando una improbabile conclusione al volo anziché stoppare la palla in piena area di rigore e senza opposizione avversaria.
Il Teramo corre il brivido più importante del primo tempo per responsabilità sua, proprio nel finale. Su una punizione di Curcio dalla distanza, Vitturini spizza pericolosamente rischiando l’autogol. Marchionni sfrutta l’intervallo per prendere le misure al Teramo, tanto che la manovra dei biancorossi scorre meno fluida nella seconda parte, complice pure la stanchezza dell’impegno con il Bari.
La gara non cambia neppure al 5’, quando Fumagalli si ritrova fra le braccia il colpo di testa di Pinzauti sugli sviluppi di un calcio di punizione. Tegola per il tecnico Paci deve rinunciare a Mungo dopo un’ora per una botta al ginocchio sinistro, il neo entrato Ilari si presenta con un destro dalla distanza che non esce di molto.
Gli animi si surriscaldano, se il Teramo non riesce ad essere più incisivo, il Foggia appare scarico e privo di idee offensive. Il trio d’attacco dei rossoneri non crea problemi agli abruzzesi, che nel recupero addirittura sfiorano il colpaccio: cross di Cappa, spizzata di Gerbi e tap-in sotto porta di Ilari per l’1-0 che viene cancellato dalla giusta segnalazione del primo assistente. Giusta anche per l’andamento di una partita equilibrata e con pochi tiri nello specchio della porta. Un risultato che può soddisfare di più il Teramo che sembra aver ritrovato la strada giusta.
Marco Rinaldi

