Il Teramo non stecca ed è re per una notte

Tris al Forlì, ancora decisivi Donnarumma e Lapadula
TERAMO. Re per una notte, il Teramo si sveglia soddisfatto e manda un sms all’Ascoli: “ripassa avanti, se riesci”. Magari oggi l’Ascoli ci riesce, ma poco conta. Conta di più che il Teramo il suo l’ha fatto, e al di là della caratura modesta del Forlì non è poco. Perché era importante dimostrare di saper gestire tensioni e responsabilità in una partita che – visti i nuovi obiettivi che il Diavolo si è dato – andava vinta a tutti i costi.
Il Teramo, insomma, è diventato una grande: nella mentalità e sul piano tecnico-tattico. Ieri da parte biancorossa non c’è stata una prestazione strepitosa, ma non si è mai avuta l’impressione che il Forlì potesse dar fastidio più di tanto. Donnarumma e Lapadula hanno firmato anche questo risultato e arrivano a quota 19 gol in due. È evidente che sono loro il valore aggiunto del Teramo, altrettanto evidente che dietro di loro la squadra è migliorata molto anche nella gestione del pallone, che per mesi era stata la sua lacuna più vistosa.
La buona manovra da parte del Teramo è la chiave del primo tempo. Il Forlì prova a stare corto ed aggredire, i biancorossi giocando con inusuale pazienza e non lanciando quasi mai lungo riescono a far arrivare spesso rifornimenti ai due castigamatti lì davanti. Certo, non tutto fila liscio e in particolare la coppia di sinistra Di Matteo-Cenciarelli appare frenata rispetto al solito, ma la differenza di classifica si vede tutta – anche per via di alcuni errori tecnici da paura degli avversari. Non a caso, all’intervallo, sul taccuino sono annotate solo tre conclusioni da oltre 20 metri degli ospiti (due parate senza dover fare prodezze da Tonti, una alta) e una sfilza di azioni pericolose biancorosse. Prima del gol di Lapadula le occasioni migliori capitano a Scipioni su angolo e a Cenciarelli su una corta respinta avversaria, ma le conclusioni sono inguardabili. Al 26’ Donnarumma ruba palla sulla trequarti e serve Lapadula tutto solo in un buco centrale lasciato inspiegabilmente dai romagnoli: il numero 10 controlla con calma, se la sposta sul sinistro e con una botta a mezz’altezza fa secco Scotti. Prima del riposo Donnarumma si mangia due volte il raddoppio, la prima a dire il vero perché ostacolato da Cenciarelli sottoporta e la seconda per non aver voluto tirare subito.
Nella ripresa il Forlì tenta la rimonta alzando il baricentro e attaccando a pieno organico. Il Teramo in avvio è troppo passivo e quando entra un attaccante vero come Docente trema un paio di volte: tra il 18’ e il 20’ il nuovo entrato sfiora il palo di testa e impegna Tonti dal limite. Serve una scossa e Vivarini la dà giocandosi la carta di Di Matteo mezzala destra, con Masullo esterno sinistro. Ebbene: Di Matteo dà subito a Donnarumma, oltre la difesa schierata, una palla da grande rifinitore, e il numero 9 stavolta non perdona. Pallonetto morbido sull’uscita di Scotti e 2-0. Palla al centro, azione manovrata del Forlì, difesa teramana troppo passiva e Rosafio pesca l’incrocio dei pali: 2-1. Paura? Ma và. Il Forlì finisce qui, il Teramo trova il 3-1 con una combinazione centrale da spettacolo Donnarumma-Lapadula e poi gestisce il finale in scioltezza, sfiorando più volte il 3-1 con Masullo, Di Paolantonio e soprattutto Lapadula (che al 45’ dribbla anche il portiere ma spara alto). Il Bonolis gode, il sogno continua. Se il Diavolo è lassù, re per (almeno) una notte, non è un caso. Non più.
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