Il Teramo oggi al Coni per riavere la serie C

18 Luglio 2022

Udienza al Collegio di Garanzia, ma si valutano anche altri scenari

TERAMO
Oggi alle ore 15, a Roma, i legali del Teramo, guidati dall’avvocato Cesare Di Cintio, tenteranno di convincere i giudici del Collegio di Garanzia del Coni - l’ultimo grado della giustizia sportiva - a sospendere il provvedimento con cui la Figc ha escluso il club dal prossimo campionato di serie C per inadempienze burocratiche ed economiche. Le speranze non sono molte perché il quadro della situazione è (ipoteticamente) migliorato solo dopo che è stato depositato il ricorso, quando, mercoledì scorso, il tribunale di Roma ha sbloccato le quote di maggioranza della società consentendo ai fratelli Ciaccia di riprendere in mano le redini del club. In caso di una nuova bocciatura (c’è anche il ricorso del Campobasso da esaminare), la Figc provvederà a completare l’organico della C ripescando Fermana e Torres, mentre il Teramo potrà ricorrere al Tar del Lazio che potrebbe esprimersi tra fine mese e inizio agosto. Parallelamente, il sindaco avrà i mezzi a disposizione per prendere in mano la situazione e sfruttare la normativa Figc pensata ad hoc per le piazze che restano senza calcio a certi livelli. Ovvero, potrà indire un bando per poi scegliere il miglior progetto tecnico in modo da metterlo in contatto con la federazione che, previo pagamento di 300mila euro a fondo perduto, concederà la possibilità di ripartire dalla serie D, sin da questa stagione. «Ora siamo tutti concentrati sul Coni e sulla discussione del ricorso», ribatte il sindaco Gianguido D’Alberto, «perché il primo obiettivo è il mantenimento della categoria meritata dal campo. E non solo. L’ha meritato il clu, ma anche quel territorio che ha fatto uscire le risorse necessarie per adempiere a molte prescrizioni imposte dalla federazione. Quelle che sono venute meno vanno imputate alla situazione complessa che non ha permesso alla dirigenza di mettere a posto l’indice di liquidità e perfezionare la rateizzazione con l’Erario. Voglio rimarcare come gli imprenditori locali abbiano fatto la loro parte con tanti sacrifici. C’è stato uno sforzo enorme per i tempi che corrono. Lo stesso sblocco delle quote, deciso dal tribunale di Roma, è un fatto nuovo che al Coni avrà il suo peso». Detto ciò, in Comune si valuta tutto. Anche la possibilità che - in caso di nuova bocciatura - si possa ripartire dalla serie D con un’altra società da mettere insieme in poco tempo. «Valutiamo tutto, certamente, ma speriamo nel Coni», la replica di D’Alberto che ci tiene a rimarcare come la questione Teramo e lo stadio siano separate. «La nostra squadra di calcio ha tutto il diritto di avere una propria casa». Un tema, questo, caro alla tifoseria organizzata che ha chiesto che nella prossima stagione i biancorossi non giochino al Bonolis per spezzare l’ultimo legame con l’ex presidente Franco Iachini (gestore dell’impianto) con cui i rapporti sono pressoché inesistenti. . La sensazione è che dopo il pronunciamento del Coni si possa aprire un’altra partita nel caso la sentenza fosse negativa. E le redini del gioco passeranno nelle mani del sindaco chiamato a recitare un ruolo decisivo. Ovviamente, la speranza dello stesso D’Alberto, e della tifoseria, è che il Coni accolga il ricorso sia perché ridarebbe la C al Teramo sia perché gli toglierebbe le castagne dal fuoco. (r.s.)
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