Il Teramo parte male, poi rimonta

21 Febbraio 2022

A Gubbio va sotto di due reti e poi si scuote: nella ripresa Arrigoni e D’Andrea firmano il quarto risultato utile consecutivo

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GUBBIO (4-3-3): Ghidotti 6; Formiconi 5,5, Bonini 5,5, Redolfi 6 (37’ st Migliorini sv), Righetti 6; Malaccari 6 (42’ st Di Noia sv), Cittadino 6,5, Sainz Maza 6,5 (19’ st Bulevardi 5,5); Arena 6,5 (42’ st Fantacci sv), Spalluto 5,5, Mangni 6,5 (19’ st Sarao). A disp: Meneghetti, Aurelio, Francofonte, Tazzer, Lamanna. Allenatore: Torrente.

TERAMO (3-4-3): Perucchini 6,5; Codromaz 5,5, Iacoponi 4,5 (1’ st Soprano 6), Pinto 5,5 (13’ st Viero 6); Bouah 6, Arrigoni 7, Rossetti 6, Hadziosmanovic 6; De Grazia 5 (1’ st Malotti 6,5), Bernardotto 6 (42’ st Lombardo sv), Rosso 5,5 (13’ st D’Andrea 7). A disp: Agostino, Ndrecka, Papaserio, Cisco, Fiorani, Forgione, Montaperto. Allenatore: Guidi.

Arbitro: Giaccaglia di Jesi.
Reti: pt 7’ Cittadino, 19’ Mangni; st 17’ Arrigoni, 21’ D’Andrea.
Note: spettatori 778, di cui 82 ospiti. Ammoniti Arena, Bonini, Bouah. Angoli 3-3. Recupero: pt 0’ e st 3’.
GUBBIO
Copia e incolla della partita di una settimana fa a Viterbo, solo che al Teramo stavolta la rimonta è rimasta a metà e si è interrotta sul più bello. Da 2-0 a 2-2 al Barbetti, solo un pareggio per i biancorossi, ma può bastare dopo aver sofferto per un’ora il gioco del Gubbio e, soprattutto, aver rischiato addirittura di andare sotto di tre reti, poco prima del gol di Arrigoni. Era successa la stessa cosa anche in terra laziale, il Gubbio ha avuto il demerito di non averla chiusa e di aver tenuto a galla un avversario a cui sono bastati quattro minuti per pareggiarla. E, per fortuna degli uomini di Torrente, si è fermata lì perché poteva andare anche peggio. Il pareggio - il quarto risultato utile di fila per il Diavolo - è il risultato più giusto per quanto fatto vedere; pari anche nell’inerzia di una sfida che – all’intervallo – sembrava già indirizzata. Ovviamente merito al Teramo per aver, ancora una volta, rimesso in piedi una gara apparsa persa. Però certamente non può essere sempre lo stesso l’andamento dei 90’. Va bene la reazione, ma bisogna interrogarsi sull’ennesimo approccio rivedibile alla partita, sul modulo iniziale di Guidi (il 3-4-3) che ha messo il Teramo in balìa di un Gubbio a cui è mancata la stoccata finale. L’allenatore ha tenuto fede alla sua idea per meno di un’ora: appena è passato alla difesa a quattro ha sì rischiato di subire il terzo gol, ma anche trovato quello che ha riaperto la sfida, oltre al 2-2 poco dopo. Gara dai due volti per il Teramo, subito sotto dopo appena sette minuti a causa di una beffarda punizione dalla distanza di Cittadino che finisce in rete senza deviazioni con Perucchini fuori causa. Il gol incassato a freddo, oltre ad una serie di errori evidenti in fase di impostazione e di uscita dalla difesa, danno l’esatta misura di un avvio da censura della formazione di Federico Guidi che per tutto il primo tempo si rende pericolosa solo con un tiro-cross di Bouah e poi finisce sempre nella morsa della formazione umbra, più pronta e preparata alla battaglia. Il raddoppio dopo neppure venti minuti, con il passaggio di Sainz Maza per Mangni che è una lama nel burro per la difesa biancorossa, galvanizza il Gubbio che però dimostra poca concretezza e qualità nell’ultima rifinitura. Perché, dopo aver realizzato due reti nelle prime due vere occasioni del match, la squadra di Torrente non ha sferrato il colpo del ko pur avendo avuto un paio di chance interessanti (una ripartenza al 23’ sprecata da Sainz Maza e un colpo di testa di Redolfi su angolo, con super riflesso di Perucchini). La fortuna del Teramo è stata quella di chiudere il primo tempo in svantaggio “solo” di due reti, perché l’inerzia della partita poteva sicuramente mettersi peggio per la formazione di Guidi. L’allenatore biancorosso all’intervallo toglie Iacoponi e De Grazia – decisamente i peggiori in campo, con l’ex Parma la brutta copia di se stesso – e poco dopo manderà in campo anche Viero e D’Anrea, cambiando assetto di gioco e passando alla difesa a quattro. Ma il Gubbio si divora il tris in ripartenza con Arena che esalta i riflessi di Perucchini, poi a porta vuota Spalluto manda alto. Errore grave per i rossoblù perché dal mancato 3-0 si passa incredibilmente al 2-2. Arrigoni dalla distanza e poi il neoentrato D’Andrea, su assist di Malotti, ribaltano una partita che sembrava chiusa. C’è spazio anche per le proteste, quelle per un presunto fallo di mano in area umbra su una cobclusione di Arrigoni. Ultime schermaglie: il palo di Sarao e la chance di D’Andrea davanti a Ghidotti (con annesse proteste teramane) a mettere a repentaglio un pazzo 2-2.
Luca Bucchi