Il Teramo piazza due colpi da maestro

Bello il primo gol di Magnaghi, un capolavoro quello di Bombagi: piegata la rognosa Cavese, arrivano i primi punti
TERAMO. La bellezza geometrica del primo gol, la meraviglia balistica del secondo: resterà questo di una partita già in partenza storica (la prima in casa dell’era Iachini, la prima nel Bonolis rimesso a nuovo). Il Teramo non ha fatto molto di più dei due lampi che hanno fissato il risultato, perché in questo momento (e con 29 gradi) molto di più non può fare: ma tanto è bastato per regalare la prima vittoria in campionato al nuovo patron e le emozioni giuste a uno stadio mai visto così pieno da anni.
Davanti a tremila spettatori, e nel baccano incessante di due curve che non si sono risparmiate, è andata in scena una gara non bella, fatta di lunghe attese e molto fallosa e spezzettata (alla fine si conteranno 20 falli commessi dagli ospiti e 16 dai biancorossi, più sette fuorigioco di cui quattro pro Teramo, e ben sette cartellini gialli). Il clima del girone è questo, bisognerà farci il callo. La Cavese del pericolante Moriero sceglie di aspettare il Teramo, tenendo dieci uomini sotto la linea della palla alla faccia delle teoriche tre punte. Un bel rasoterra di Arrigoni deviato in tuffo da Bisogno al 3’ dà l’illusione che il Teramo possa subito sfondare quel muro, invece poi comincia una lunga sofferenza fatta di fraseggi troppo lenti e orizzontali. Tedino ha scelto l’unica punta centrale, con Martignago largo a sinistra e Bombagi che parte da destra ma in realtà va a fare la seconda punta. Lo sfogo in ampiezza della manovra, nel frattone ospite, dovrebbero essere Cancellotti e Di Matteo. Il primo rimane tagliato fuori dal gioco, con i compagni troppo lontani (Mungo fa la mezzala destra senza mai allargarsi sull’out); il secondo ci prova di più e al 28’, dopo un’azione Mungo-Martignago, prende alle spalle il terzino avversario e dal fondo rimette all’indietro per la girata vincente di Magnaghi: 1-0. Il Teramo ha la palla del 2-0 al 35’ con Martignago, che da posizione defilata spara alto, poi nel finale di tempo va in apnea e si fa schiacciare dalla Cavese. Al 40’ è bravo Tomei a uscire sui piedi di Germinale smarcato oltre la difesa, costringendolo ad allargarsi e a crossare nel nulla.
Nella ripresa ti aspetti che la Cavese continui ad attaccare e invece, nei primi venti minuti, gli ospiti restano bassi e ancor più passivi del primo tempo. All’11’ si grida al 2-0: il 19enne Bisogno fa un miracolo per ricacciare una punizione da sinistra di Bombagi deviata di tacco in acrobazia da Lasik. Tedino al 14’ con Santoro al posto di Lasik e Moriero al 17’ con due cambi avviano il valzer delle sostituzioni. La Cavese prende campo e Tedino mette dentro anche Tentardini e Cappa. Serve freschezza, in effetti, perché il Teramo ora soffre dando l’impressione di essere meno brillante degli avversari. Al 29’ ecco l’unico vero tiro ospite del match, e che tiro: Matera scaglia una bomba da oltre venti metri che picchia sotto l’incrocio dei pali, la palla rimbalza sulla schiena di Tomei e per fortuna si spegne sul fondo. 1-1 evitato per millimetri, brividi. Tedino ha appena messo dentro Ilari e Costa Ferreira quando Cappa ruba palla al limite dell’area biancorossa e avvia una ripartenza. Cancellotti lancia lungo Bombagi che taglia il campo, l’ex Pordenone controlla in corsa da maestro e poi, uno contro uno con Matino, spara un destro micidiale che s’infila all’incrocio dei pali. Un gol meraviglioso, che blinda la partita e avvia la prima festa della nuova era. Il Teramo deve crescere, e molto, ma ieri si è finalmente intravista una squadra forte.
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