Il Teramo prepara l’ingresso di Spinelli, ma crescono i timori

Il Tribunale oggi potrebbe riconsegnare le quote ai Ciaccia che vogliono far entrare l’imprenditore siciliano nel club
TERAMO. Si lavora su due fronti in casa Teramo. I biancorossi si dividono tra l'attesa per il verdetto della Covisoc sulla domanda d'iscrizione (il responso è atteso nella giornata di venerdì) e le questioni societarie. A proposito di società, oggi potrebbe esserci la risposta all'istanza presentata nei giorni scorsi da Davide Ciaccia al tribunale di Roma, misure di prevenzione per ottenere lo sblocco delle quote di maggioranza del club. Un'eventualità, quella dello sblocco del 60%, che rimetterebbe in pista l'imprenditore siciliano Giuseppe Spinelli per l'acquisizione del controllo del Teramo e per garantire la continuità aziendale. Spinelli è in lizza da aprile per un ingresso in società ed è stato tra gli imprenditori più attivi, sotto forma di sponsorizzazione, nel contribuire ai pagamenti per l'iscrizione al campionato. Se Spinelli dovesse assumere il comando del Teramo l'allenatore sarebbe Sandro Pochesci, il quale, secondo indiscrezioni, firmerebbe un contratto biennale e porterebbe con lui lo staff formato dal vice Emilio Coraggio, dai preparatori atletici Luca Spadafora e Giacomo Cofano, dal preparatore dei portieri Gianluca Curci e dal match analyst Daniele Persico. Il pensiero dei tifosi è però concentrato su venerdì (giorno in cui si terrà anche l'assemblea dei soci) e su quanto verrà comunicato dalla Covisoc. Si teme una bocciatura, da parte della Commissione di vigilanza, per non avere rispettato il parametro dell'indice di liquidità (che in serie C è dello 0,7). Gli avvocati del Teramo, in caso di semaforo rosso, sono già a lavoro per mettere a punto un'accurata strategia difensiva e cercare di fare valere le ragioni del club, incentrando la difesa soprattutto sul mancato arrivo dei soldi necessari dopo il no del tribunale di Roma anche nelle ore che hanno preceduto la scadenza dei termini. Se il verdetto della Covisoc dovesse essere negativo per inoltrare il ricorso c'è tempo fino alle ore 19 del 6 luglio, cioè due giorni prima del consiglio federale della Figc, durante il quale verranno stabilite le ammissioni e le esclusioni dal campionato. Da scoprire se anche altre squadre sono nella situazione del Teramo (per esempio è circolato il nome del Campobasso), ipotesi che darebbe ai biancorossi più chance di risolvere la questione, ma il rischio di una battaglia legale è concreto.
Il comunicato. La tifoseria biancorossa, intanto, continua a far sentire la propria voce dopo le ultime vicende. E' il turno del gruppo dei Vecchi Diavoli Curva Est, che in un duro comunicato scrive di avere «assistito, per l'ennesima volta, a squallide farse impersonate da ignobili comparse, senza che mai si sia tutelato Teramo e il Teramo». Nella nota, si sottolinea che «tutti si stanno defilando, trincerandosi dietro improbabili scusanti» e che «nessuno ha dato certezze, affidandosi a laconiche e retoriche dichiarazioni che lasciano gli ultras e i tifosi del Diavolo nell'oblio». I Vecchi Diavoli Curva Est puntano il dito verso il sindaco, l'assessore allo sport e i dirigenti dicendo di essere «stufi, stanchi e schifati da tutti». Nell'ultima parte del lungo comunicato i tifosi scrivono che «c'è il triste presagio che nulla di positivo stia avvenendo», ma allo stesso tempo evidenziano che «ci saremo sempre, ovunque e comunque, come abbiamo sempre fatto». La nota si conclude sottolineando anche che «lo stadio, ancora una volta, costituisce mezzo subdolo di scambio e di ricatto» e, infine, viene chiesto che «lo stadio sia riconsegnato alla città e alla collettività e non venga mai più utilizzato per fini di lucro privati con l'avallo del Comune».
Gaetano Lombardino
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