Il Teramo pronto a difendersi da Palazzi

In undicimila pagine il contenuto di tutte le telefonate intercettate di Di Nicola: l’avvocato cerca spunti utili per l’assistito
Dopo una settimana di botta e risposta sull’asse Teramo-Ascoli, eccone un’altra all’orizzonte in cui la Procura federale dovrebbe chiarire le sue intenzioni su Savona-Teramo, la gara promozione (in serie B) dei biancorossi del 2 maggio scorso finita nel mirino della Procura di Catanzaro – e, di conseguenza, della giustizia sportiva – per una presunta combine. Due le strade che può percorrere il procuratore federale Stefano Palazzi: inviare direttamente i deferimenti senza ascoltare i protagonisti oppure chiamare i tesserati al centro dell’inchiesta per poi decidere. Il lavoro di certo non manca al gruppo di lavoro diretto da Palazzi tra caso Catania, Dirty Soccer, Savona-Teramo e qualche stralcio dell’inchiesta di Cremona. In genere la procura della Figc avverte i diretti interessati 48 ore prima della convocazione. Questa dovrebbe essere la settimana buona per ascoltare le parole degli indagati di Savona-Teramo, la maggior parte dei quali si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti agli uomini della squadra mobile di Catanzaro. L’unico che ha messo a verbale qualcosa è stato Marco Barghigiani, l’ormai ex ds del Savona, che ha ammesso di aver visto Luciano Campitelli il quale, invece, continua a sostenere di non aver mai incontrato Barghigiani e Di Nicola, relativamente a Savona-Teramo.
Il presidente del Teramo ha urlato la sua estraneità alla vicenda, venerdì scorso, ma davanti agli uomini di Palazzi dovrà fornire una versione convincente e priva di contraddizioni in modo tale da ribaltare il quadro indiziario emerso dalle intercettazioni. Lo stesso dovrà fare il ds biancorosso Marcello Di Giuseppe che tra oggi e domani nominerà un avvocato che lo difenderà davanti alla giustizia sportiva dal momento che Eduardo Chiacchio, avendo già Campitelli tra i suoi clienti, ha rinunciato al mandato. Non sarà Libera D’Amelio di Giulianova che, invece, segue Di Giuseppe – sul piano penale – ed Ercole Di Nicola. Che, va ricordato, è ancora agli arresti domiciliari nell’abitazione di Morro d’Oro visto che il Gip di Teramo ha rigettato l’istanza di remissione in libertà. L’avvocato D’Amelio tornerà alla carica visto che la posizione dell’ormai ex responsabile dell’area tecnica dipende da cinque diversi tribunali, ognuno dei quali si occupa della presunta frode sportiva relativamente alle partite attenzionate dalla procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer.
Anche la versione di Ercole Di Nicola sarà fondamentale davanti alla giustizia sportiva relativamente alla vicenda Savona-Teramo. E di certo cercherà di fornire un racconto che tolga dagli imbarazzi il Teramo.
Nei prossimi giorni, inoltre, l’avvocato D’Amelio analizzerà e studierà le circa undicimila pagine in cui la squadra mobile di Catanzaro ha trascritto il contenuto di tutte le telefonate di Di Nicola nel periodo “attenzionato” dalla Procura, vale a dire fino al 18 maggio scorso, visto che è stato fermato a Venezia il giorno successivo. In quelle undicimila pagine c’è il resoconto di tutta l’attività al telefono svolta dal dirigente di Morro d’Oro. Anche quella che non è agli atti dell’inchiesta. E, leggendo quelle pagine, magari, l’avvocato D’Amelio spera di trovare degli spunti che possano aiutare la difesa e a ricostruire le zone d’ombra presenti nelle intercettazioni e nell’indagine.
Materiale utile anche alla causa del Teramo, possibilmente.
Gli avvocati degli indagati , infine, hanno ribadito che le risultanze dell’esame del materiale sequestrato – telefonini, computer e iPad – non saranno inseriti agli atti dell’eventuale processo sportivo di Savona-Teramo.
@roccocoletti1
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