Il Teramo ribalta la Vis e guarda in alto

21 Aprile 2019

Un quarto d’ora di fuoco dei biancorossi nella ripresa cambia una partita soffertissima: ora la salvezza è quasi certa

TERAMO. È finita in festa una serata nella quale, a un certo punto, la paura che aleggiava già prima del fischio d’inizio nell’ambiente biancorosso era diventata terrore. Visti i risultati maturati nel pomeriggio e quelli che stavano maturando in serata, il Teramo anche con un pareggio sarebbe ripiombato a due punti dalla zona playout. Quando poi la Vis Pesaro è passata in vantaggio, gli spettri sono diventati enormi. Non solo per motivi di risultati e classifica, ma anche perché Caidi e compagni stavano giocando una delle loro peggiori partite stagionali. Messo spalle al muro e con un baratro spalancato sotto i piedi, il vecchio Diavolo ha però reagito. Ha trovato subito il pari con la miglior combinazione possibile tra due suoi giocatori (cross di Ventola, testa di Infantino: altre possibilità per far gol a una difesa solida come quella della Vis in quel momento non ce n’erano), ha sfiorato di un niente il 2-1 con Infantino, che ha dilapidato un assist al bacio di Sparacello lanciato sul fondo ancora da Ventola, e ha ribaltato il risultato con un missile terra-aria di Ventola – uomo del match, non c’è neanche bisogno di dirlo – da fuori area: un tiro splendido, forse il più bel gesto tecnico della stagione biancorossa. Il tutto nel giro di un quarto d’ora, tra l’11’ e il 26’ della ripresa.
Questo quarto d’ora di fuoco, vista la classifica che ne è scaturita, potrebbe addirittura cambiare i destini biancorossi da così a così, regalando alla banda Campitelli un posto nei playoff. Ma per ora meglio non parlarne, non sarebbe giusto sia perché ci sono ancora due partite da giocare – ed è da vedere se il Monza vincerà la Coppa Italia, liberando l’11° posto – sia perché il Teramo ha penato mesi per raggiungere la salvezza ed è di salvezza che si deve parlare. Un obiettivo quasi raggiunto, visti il +4 sulle terzultime a 180’ dalla fine e gli scontri diretti che ci saranno in coda, ma non ancora aritmetico.
La partita di ieri sera è stata un riassunto della strana creatura che è il Teramo di questa stagione. Una squadra capace di fiammate e giocate di qualità, ma anche piena di limiti di gioco, di tecnica e di personalità. Dopo un buon avvio, nel quale Ventola è subito stato protagonista con cross e azioni personali, il Teramo ha smarrito distanze e sicurezze, permettendo a una Vis più prudente del solito (Colucci ha scelto il 3-5-2 invece del prediletto 3-4-3) di prendere campo e gestire il gioco, sia pure senza creare nulla. Si sono visti errori individuali banali e soprattutto una carenza di gioco manovrato a dire il vero antica, con inutili lanci (peraltro spesso sballati) dei difensori centrali verso le punte.
Quando De Grazia al 7’ della ripresa ha commesso fallo da rigore su Guidone (partito a dire il vero in sospetto fuorigioco), e Petrucci ha trasformato il penalty conseguente, il Teramo poteva affondare definitivamente. Non lo ha fatto soprattutto perché ha trovato subito l’1-1, e con esso il coraggio di riprendere in mano la partita. Ci ha messo del suo anche la Vis (pessima la marcatura di due dei tre centrali su Infantino in occasione dell’1-1), squadra incapace di creare un solo pericolo serio per Pacini in 96 minuti. Ma questo è il calcio: spesso è stato il Teramo a regalare e dilapidare, ieri sera è toccato agli altri. E nell’orizzonte oscuro di un’altra stagione di sofferenza si apre uno squarcio di luce.
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