Il Teramo sbanda, lo salva il baby Cappa

Il 18enne entra nel finale e sigla il 2-2 all’87’. Il Renate aveva ribaltato in due minuti la rete iniziale del nuovo acquisto Celli
TERAMO. Alla faticosa ricerca di un’identità che forse non troverà mai, il Teramo vive un’altra domenica bestiale. E l’aggettivo non è casuale, visto l’epiteto di “bestie” appioppato ai suoi da Campitelli. Stavolta, se non altro, la tappa del calvario viene archiviata con un pareggio e non con una sconfitta. Guardando il calendario, che imponeva ai biancorossi di sfruttare il doppio turno casalingo contro dirette concorrenti, è un pareggino misero. Guardando l’andamento della partita, che ha visto il Diavolo sotto nel punteggio fino al minuto 42 della ripresa e incapace di effettuare un solo tiro in porta in tutta la lunga fase di svantaggio, il punto sa di mezzo miracolo.
A dire tutto – o quasi – sulla precarietà del Teramo attuale sono gli autori dei due gol. Il primo, quello che ha messo inutilmente in discesa la partita, l’ha segnato l’ultimo arrivato Alessandro Celli, che non giocava una partita da giugno e finora si era allenato da solo. Per inciso, nonostante la condizione precaria Celli ha giocato tutti i 95 minuti. La palla del 2-2 l’ha invece messa dentro Riccardo Cappa, il ’99 della rosa meno utilizzato finora, che Maurizi aveva messo dentro al 36’ della ripresa, virando dal simil 3-4-3 iniziale a un inedito 4-2-3-1. Le scelte della disperazione del tecnico sono state le migliori, a quel punto era evidente che bisognava osare il tutto per tutto visto che non si riusciva ad essere pericolosi. Quanto alle scelte iniziali, c’è chi dalla tribuna le ha stroncate ma va detto che aver reso più offensiva la squadra, avanzando De Grazia e scegliendo due laterali di spinta, ha prodotto un buon avvio di gara, segnato dal gol di Celli: sinistro perfetto dal limite dopo la corta respinta della difesa su un cross dal fondo, guarda un po’, di Ventola. Un’accelerata di Ventola con tiro fuori misura al 20’ è l’ultimo segnale del “nuovo” Teramo. Poi i biancorossi, in inferiorità numerica in mediana e in affanno dietro, come spesso accade subiscono il forcing degli avversari. Gioca a ritmi alti il Renate, che costringe Lewandowski a un miracolo con Pavan e guadagna punizioni su punizioni nella metà campo teramana, soprattutto sulla sinistra, dove i lombardi spingono ossessivamente. Sull’ennesimo calcio piazzato, Gomez brucia l’acciaccato Speranza e gira dentro di testa il cross di Piscopo. È il 33’. Due minuti e, sugli sviluppi di un’altra punizione, una palla svirgolata da Celli diventa un assist per Pavan che trova un “golazo” in diagonale nell’incrocio dei pali. Gelo al Bonolis.
Il Teramo dell’avvio di ripresa prova ad assaltare e al 9’ crea un’occasione per il pari: Persia ruba palla e lancia Zecca, Priolo gli frana addosso all’ingresso in area, l’arbitro nega rigore ed espulsione al Diavolo. L’episodio negativo sembra spegnere il Teramo e il Renate riprende il controllo del match. Gli innesti di Spighi al posto di De Grazia e di Piccioni per Bacio Terracino, con Zecca allargato a sinistra, non producono nulla. Solo con il cambio di sistema, ovvero con uno stopper in meno e una squadra più larga, il Teramo torna all’assalto. E l’azione del 2-2 è la migliore, finora, del campionato biancorosso: Celli lancia in profondità Spighi che si allarga a sinistra e la dà in mezzo a Proietti, passaggio filtrante per il taglio in area di Zecca, cross basso che supera il portiere e dall’altra parte sbuca Cappa che la tocca dentro. Il lampo nel buio vale un punto. Sul quale non è il caso di sputare, perché ormai si è ben capito che ci sarà da soffrire a lungo. Anche quest’anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

