Il Teramo sfiora la vittoria-salvezza

Mette sotto la Reggiana, rimonta tre volte e al 96’ il palo gli nega il gol che avrebbe evitato i play out: il 19 andata a Vicenza
TERAMO. Il Teramo ci ha messo tutto quello che aveva, soprattutto il coraggio che per troppa parte della stagione è mancato. Ma un po’ per i limiti della squadra, un po’ per sfortuna, non è bastato: la permanenza del Diavolo in C passerà per i play out contro il Vicenza (andata il 19 in Veneto, ritorno il 26), salvo improbabili ribaltoni della giustizia sportiva sul caso Santarcangelo.
Comunque vada a finire, resterà impresso il secondo tempo di ieri. Un assalto feroce, da calcio d’altri tempi, portato avanti abbandonando ogni tatticismo, che ha messo in croce la Reggiana e non ha portato al Teramo la vittoria-salvezza solo per una serie pazzesca di disgrazie: su tutte un’incertezza di Calore sul tiro dell’1-2 (Amadio aveva appena annullato il vantaggio con cui gli ospiti avevano chiuso il primo tempo) e un’occasione incredibilmente sciupata da Gondo sul 2-2, subito seguita dal contropiede del 2-3. Il Teramo di ieri era assatanato e dopo ogni mazzata si è rialzato, rimontando anche il secondo e il terzo svantaggio e andando a un soffio dal 4-3 al sesto minuto di recupero con lo sventurato Gondo, che ha centrato il palo di testa. Qualche centimetro di differenza e il Teramo sarebbe salvo, perché vincendo avrebbe scavalcato il Gubbio. Ma c’è da impazzire pensando a tutte le occasioni mancate, a tutti i punti lasciati per strada per limiti propri, cattiva gestione tecnica ed episodi negativi.
Il Teramo targato Zichella ha provato ad aggredire e fare la partita fin dall’inizio, ma nel primo tempo ha peccato d’incisività come quasi sempre in questa stagione. La Reggiana era ben messa in campo e ripartiva pericolosamente, talora trovando il Teramo scoperto. Così, dopo un clamoroso auto-palo di testa di Speranza, uno sfondamento a destra di Vignali ha propiziato l’incredibile sinistro a giro da fuori area con cui lo stopper Panizzi ha trovato l’incrocio dei pali al 19’. La reazione biancorossa ha prodotto una bella botta alta di poco di Panico e un destro telefonato di Varas da ottima posizione. Al 35’ Tulli, partito trequartista ma ben presto affiancato a Panico in un 4-4-2, è dovuto uscire e Zichella lo ha sostituito non con un attaccante ma con Amadio, piazzato trequartista. Mossa sconcertante ma subito abiurata, perché alla ripresa del gioco il Teramo si è presentato con Gondo e Sandomenico al posto di Panico e Varas e soprattutto con quattro punte pure: Ilari al fianco di Gondo. Questo 4-2-4 e il buttar palla nel mucchio, nella loro lucida follia, hanno funzionato. La Reggiana è andata in affanno in particolare sulla propria destra, dove Sandomenico è stato devastante. Da un suo tiro respinto dalla traversa è nato il corner dell’1-1 (gran diagonale di Amadio), poi il folletto campano ha dato un assist a Sales, murato sottoporta. Ma, nel frattempo, il rasoterra di Bobb da fuori area aveva riportato la Reggiana avanti. Il Teramo ha agguantato il 2-2 su rigore concesso per un mani di Bobb nella mischia, poi ha avuto più occasioni per portarsi in vantaggio. Graziano ha alzato di testa un cross al bacio del solito Sandomenico, che al 38’ ha dribblato tutta la difesa ospite e costretto al miracolo Facchin: palla sul sinistro di Gondo, che l’ha appoggiata tra le braccia del portiere tra le urla di disperazione del Bonolis. Mentre Gondo restava a terra sotto shock, la Reggiana ripartiva e tagliava a fette la difesa biancorossa: gol facile facile di Napoli, 2-3. Finita? No. Ennesimo cross di Sandomenico, corta respinta, sinistro letale di Ilari. E poi un assalto finale furibondo, con Milillo terzo centravanti e ancora Sandomenico protagonista: tiro respinto da Facchin al 50’, cross per la testa di Gondo e palo al 51’.
Il Teramo di ieri meritava di salvarsi e i 1.700 del Bonolis, pur delusi dal risultato, glielo hanno detto applaudendolo a lungo. Si riparte da qui, da una bella e sfortunata prova di carattere.
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