Il Teramo si blinda e sfiora il colpaccio

9 Dicembre 2019

Buona gara di contenimento dei biancorossi, che nella ripresa creano tre opportunità per passare in vantaggio

VIBO VALENTIA. Fermare il secondo miglior attacco del girone, reduce da cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei partite, non è cosa da poco. Solo l’Avellino aveva tenuto la porta inviolata al Razza in questa stagione, nella prima gara stagionale in casa dei calabresi, e dunque lo 0-0 è un risultato positivo per il Teramo, presentatosi in casa della formazione di Modica largamente rimaneggiato. Senza riferimenti offensivi, con Tedino che si è inventato questo anomalo tridente offensivo con Martignago “falso nueve” supportato da Bombagi e Costa Ferreira, gli abruzzesi sono riusciti a strappare un punto che permette di muovere la classifica e restare in zona playoff, ma il ritardo dalle “grandi” del girone resta importante.
Assenze pesanti quelle che ha dovuto fronteggiare Tedino, il quale ha rinunciato ai due attaccanti centrali (Cianci e Magnaghi, da qui la scelta forzata di un terminale offensivo che non è un ariete) oltre a Cristini, Lasik e al lungodegente Di Matteo. E la situazione non migliorerà domenica contro il Catania, quando mancherà lo squalificato Ilari, che ieri è stato tra gli ammoniti. Ci sono Costa Ferreira e Bombagi a supportare l’unica punta nell’undici abruzzese, contro una Vibonese che, col classico 4-3-3, ha incontrato più difficoltà del previsto per attivare gli attaccanti esterni, specie Berardi che è stato molto mobile ma poco produttivo. Merito di un Teramo che ha protetto più del solito la difesa con gli interni Santoro e Ilari, ha lasciato pochi spazi ed è stato combattivo nonostante le assenze. Un Teramo che ha chiuso questo anno solare in trasferta con un punto e senza prendere gol. Forse avrebbe anche potuto fare di più l’undici biancorosso, perché nel secondo tempo ha sprecato un paio di buone opportunità. Nella prima frazione, invece, la gara è stata molto equilibrata e, a tratti, anche noiosa. Tutto a causa di una fase di studio durata più del previsto (quasi 25’), all’interno della quale le due squadre si sono solo stuzzicate. I primi sussulti arrivano proprio a metà della prima frazione: Berardi rientra e calcia con il sinistro, trovando la risposta di Tomei in corner; dall’altra parte pericolosa conclusione dalla lunga distanza di Arrigoni che sfiora il palo. Sono solo lampi, in un primo tempo con pochi sbocchi: la stessa Vibonese (12 gol nelle ultime tre partite) si fa desiderare sotto il profilo offensivo.
Secondo tempo più frizzante, anche per merito dei calabresi che alzano il baricentro. È però il Teramo ad essere più pericoloso, sin dal quarto d’ora, quando Bombagi non arriva per un soffio al tap-in dopo una bella giocata sulla fascia destra di Martignago. Finale in crescendo, più di marca biancorossa, e con diverse chance da una parte e dall’altra. La più importante, per certi versi clamorosa, capita al neo-entrato Mungo che, dopo uno scambio tra Bombagi e Costa Ferreira, si trova a tu per tu con Mengoni che gli sbarra la strada in uscita (32’). Poco dopo Florio, altro subentrato, spreca da due passi di testa.
Negli ultimi minuti arriva il forcing della Vibonese ed è prodigioso Tomei con un doppio intervento, prima su Tumbarello e poi in una colossale mischia. Ne esce un pareggio che è il risultato più giusto.
Luigi Famà