Il Teramo soffre ma ritrova la vittoria

18 Ottobre 2018

Buon avvio e vantaggio biancorosso, il Fano si sveglia nella ripresa e domina: decisivo il 2-0 di Caidi su calcio d’angolo

TERAMO. Il digiuno di vittorie è spezzato, viva l’improvvisazione. Almeno per una sera improvvisare paga, e ogni riferimento al cambio tecnico deciso giorni fa da Campitelli non è casuale. Più avanti si vedrà se Agenore Maurizi riuscirà a dare qualcosa a questo Teramo. Per ora raccoglie tre punti, arrivati con sofferenza dopo una brutta partita nella quale il Diavolo non ha mostrato alcun miglioramento rispetto alla breve era Zichella, ma ha fatto due gol contro il solo di un Fano che forse troppo tardi ha cominciato a giocare al calcio. Inguardabile il primo tempo dei marchigiani, quasi altrettanto il secondo del Teramo. A fare la differenza, quando i biancorossi erano già andati in difficoltà, un colpo di testa di Caidi su calcio d’angolo. Quel 2-0 dopo dieci minuti della ripresa è stato una manna dal cielo, perché poi gli ospiti cambiando sistema di gioco hanno messo il Diavolo alle corde, ma dalla loro pressione asfissiante hanno tirato fuori una sola rete.
La prima formazione di Maurizi ha fatto subito discutere. Fuori Ventola, il migliore a Rimini, e al suo posto sulla fascia destra il difensore puro Fiordaliso. In una gara da vincere, una scelta incomprensibile. Ma Fiordaliso è un ’99 e i minuti dei ’99 significano soldi, dunque...
In ogni caso, il Teramo ha preso in mano la partita schiacciando un Fano che in avvio non riusciva a giocare un pallone pulito, ha sfiorato il vantaggio all’11’ (Piccioni in rovesciata per Bacio Terracino, sinistro al volo e gran parata di Sarr) e l’ha trovato al 18’ (palla recuperata da Spighi sull’out destro e trascinata fino al limite dell’area, appoggio di Piccioni all’accorrente De Grazia e bomba di sinistro della mezzala). Da quel momento il Teramo ha cominciato ad arretrare e a gestire il vantaggio, denunciando i soliti problemi nella costruzione del gioco (troppi lanci a casaccio). Ancora De Grazia con un’iniziativa personale ha sfiorato il raddoppio al 39’, Sarr lo ha chiuso in uscita. Per il resto, zero e porto zero anche da parte del Fano che però, grazie soprattutto all’ex Lulli, man mano guadagnava metri.
Alla ripresa del gioco Epifani ha ordinato all’esterno sinistro Diallo di stare più alto virando il 3-5-2 in un 4-4-2. Il Teramo si è subito rintanato, al 2’ un diagonale di Filippini non è stato deviato nel sacco per un soffio da Lulli e Diallo. La prima ripartenza biancorossa ha prodotto due angoli consecutivi. Sugli sviluppi del secondo Speranza ha dato una palla d’oro a Bacio Terracino, che però l’ha strozzata malamente. Subito dopo terzo angolo pro Teramo, cross dalla bandierina di Mastrilli e testata micidiale di Caidi nella mischia con palla sul palo e poi in rete, il tutto proprio mentre la curva cantava “Campitelli vattene”. A quel punto Epifani si è riscoperto coraggioso e con tre cambi insieme ha rivoluzionato il Fano, impostandolo 4-3-1-2. I neoentrati Lazzari e Cernaz, messi a vertice basso e alto del rombo, hanno mandato in tilt la mediana biancorossa, peraltro depauperata dell’apporto di Spighi che al 19’ è stato sostituito da uno spaesato Zenuni. Al 22’ Scimia ha sfondato a destra e sul suo cross basso Ferrante ha fatto il 2-1, al 29’ lo stesso Ferrante è sfuggito a Caidi e Speranza, ma davanti a Lewandowski ha alzato la conclusione. Il Teramo si è difeso con le unghie senza trovare ripartenze degne, ma nel finale ha rischiato poco: giusto su un’insidiosa botta di Lazzari al 47’ deviata da Lewandowski. C’è tanto da migliorare, ma almeno i tre punti sono arrivati.
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