Il Teramo è carico e vuole provare l’assalto alla vetta

26 Settembre 2014

Il vastese Fiore: a Santarcangelo sarà dura, ma ci crediamo Coi romagnoli quattro ex abruzzesi e il figlio del tecnico Bisoli

TERAMO. Il Teramo strizza l'occhio al primo posto. Uno scenario impensabile fino a una quindicina di giorni fa, ma reso possibile dalle tre vittorie di fila e dalla frenata della capolista Pisa, che precede ora il Diavolo di due sole lunghezze.

Società, staff tecnico (Vivarini in primis) e giocatori restano con i piedi per terra, consapevoli della difficoltà e dell'equilibrio che regna in questo campionato. L'idea, però, intriga parecchio l'ambiente biancorosso, anche in proiezione del derby contro L'Aquila del 5 ottobre. La vetta non è così lontana e, numeri alla mano, potrebbe essere raggiunta già in questo week end. Se il Teramo, infatti, dovesse espugnare domenica Santarcangelo (stamani l'ufficialità del cambio di campo dopo l'ok del Gos) e il Pisa dovesse pareggiare o perdere domani in casa del Pro Piacenza, i biancorossi sarebbero primi da soli o in compagnia dei toscani (da tenere d'occhio anche il Tuttocuoio). C'è un precedente che incoraggia le velleità dei ragazzi di Vivarini. Otto anni fa, proprio dopo la sesta giornata del campionato di C1 girone B, il Teramo si ritrovò al primo posto (appaiato al Ravenna) battendo la Salernitana 2-1, al vecchio Comunale, l'8 ottobre 2006.

«Ci stiamo godendo questo bellissimo momento», dice l'esterno vastese Nicola Fiore, «ma non bisogna illudersi. La stagione è appena iniziata e la classifica conta relativamente. Il Santarcangelo ci darà filo da torcere e avrà le motivazioni a mille perché è ancora a secco di vittorie. La strada, però, è quella giusta e possiamo ripetere le belle prestazioni fatte finora cercando di commettere meno errori. Sul piano personale sono abbastanza soddisfatto di come stanno andando le cose, ma non voglio accontentarmi perché posso fare di più e meglio».

Vecchie conoscenze. Oltre all'attaccante Marco Guidone (13 reti nel Chieti la scorsa stagione), militano nelle fila del Santarcangelo altre vecchie conoscenze del calcio abruzzese. In difesa ci sono il terzino Marco Bigoni (tre stagioni a Chieti tra il 2010 e il 2013) e i centrali Samuele Olivi (a Pescara tra il 2009 e il 2011) e Davide Salvatori (teramano di nascita ed ex Morro d'Oro nel 2003-2004). Una curiosità: nel reparto arretrato dei romagnoli c'è un figlio d'arte, il 20enne Dimitri Bisoli, primogenito di Pierpaolo, attuale allenatore del Cesena.

Il pubblico. Dopo le prime cinque giornate, la media-spettatori vista al Bonolis sorride alla società di Campitelli. Con 1.759 presenze (oltre 700 in più rispetto a un anno fa) il Teramo occupa il sesto posto del girone B alle spalle di piazze importanti come Pisa (5.678 spettatori), Ascoli (5.558), Spal (3.681), Pistoiese (1.838) e Reggiana (1.767). Nonostante il calendario-spezzatino e la diretta web delle partite, si rivede dunque un bel colpo d'occhio allo stadio.

Gaetano Lombardino

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