Il Teramo è un rebus, sirene dalla B per Bombagi

Biancorossi in attesa di comunicazioni dalla Figc per il campionato. Da decidere il futuro di Magnaghi
TERAMO. Il futuro del Teramo resta pieno di incognite. Sono tante le cose da chiarire prima di iniziare a programmare il prossimo campionato. Innanzitutto c'è da capire come verrà ufficialmente chiusa questa stagione dopo le votazioni espresse dall'assemblea di Lega lo scorso 7 maggio. Mercoledì è in programma il consiglio federale, che però potrebbe anche decidere di temporeggiare ulteriormente sulle questioni più spinose della serie C (ipotesi di far disputare play off e play out per decretare la quarta squadra promossa in B e le restanti retrocessioni in D) e di basarsi sulle risposte che arriveranno dalla curva dei contagi del coronavirus per sperare in un ritorno in campo.
Il presidente biancorosso Franco Iachini, dal canto suo, ha ribadito di non essere intenzionato ad andare avanti da solo e di attendere fatti concreti dal mondo imprenditoriale e istituzionale (c'è la grana-Bonolis da risolvere al più presto) per continuare il suo progetto. Iachini, inoltre, è uno dei principali promotori della riforma della Lega Pro, avendo più volte posto l'accento sulla sostenibilità economica della categoria e sulla necessità di incrementare i ricavi.
In uno scenario così nebuloso è quindi impossibile, al momento, dare un'impronta chiara al Teramo del futuro e parlare di scelte tecnico-societarie.
IL FUTURO. Si può solo ragionare per ipotesi e basarsi su qualche linea guida emersa durante la conferenza stampa di sabato del direttore generale Andrea Iaconi. Quest'ultimo, nel fare un'analisi della rosa attuale, ha detto: «Dodici-tredici giocatori hanno le qualità giuste per continuare a fare parte di questa squadra. C'è qualcosa di buono nel gruppo allestito la scorsa estate, ne siamo assolutamente convinti. Quando si cambia così tanto, come abbiamo fatto noi, serve tempo. Ogni stagione, d'altronde, ha una storia a sè ed è normale che in un percorso nuovo come il nostro si possano fare degli errori. Può essere che molti giocatori, nel prossimo campionato, faranno meglio di quest'anno. La rosa è competitiva. Se, per esempio, non sbaglieremo a prendere un rinforzo in attacco questa squadra dovrebbe ulteriormente migliorare. Determinati costi li avremo sempre», ha aggiunto il dg Iaconi, «ma, se ci riusciremo, toglieremo qualche stipendio un po' più alto. Se non dovessimo riuscirci vorrà dire che risparmieremo su altro. Se venderemo qualcuno, comunque, punteremo a incassare qualcosa. I discorsi sui programmi futuri sono ancora prematuri, ma è ovvio che prima o poi li affronteremo. Non sappiamo ancora come muoverci, attendiamo che il consiglio federale faccia chiarezza su vari aspetti. Io, personalmente, ho l'intenzione di fare abbassare di un anno l'età media della squadra. A gennaio, in quest'ottica, già abbiamo preso dall'Olympia Agnonese il terzino Diakite (classe 2000, ndc)».
LA ROSA. Per il trequartista Francesco Bombagi, sotto contratto fino al 2021, sarebbe già pervenuta qualche offerta dalla serie B. Da capire il destino dell'attaccante Simone Magnaghi, per il quale il 30 giugno scade il prestito con diritto di riscatto dal Pordenone. In stand-by la posizione del ds Sandro Federico, che potrebbe rinnovare l'accordo in scadenza il mese prossimo. Torneranno dai rispettivi prestiti gli attaccanti Cianci (Carpi), Martignago (Alessandria) e Pinzauti (Novara). Non è ancora stato affrontato il discorso-allenatore, uno dei tanti nodi da sciogliere per il Teramo del futuro ma, per adesso, non prioritario.
Gaetano Lombardino
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