Il trionfo vale 267mila euro a testa

20 Giugno 2016

Premi a partire dall’accesso ai quarti. Fondo di solidarietà per i disoccupati

Ogni giocatore dell’Italia, in caso di vittoria dell’Europeo, guadagnerà circa 267mila euro. Una buona cifra, certo, ma i premi saranno graduali e inizieranno a maturare a partire dall’accesso ai quarti di finale (27mila euro). Non prima. La cifra stabilita è la sintesi di una trattativa piuttosto serrata con il dg della federazione Michele Uva e comunque si tratta di un importo inferiore a quello pattuito da nazionali dello stesso livello di prestigio come Francia, Spagna e Germania. Questo perché anche i calciatori vogliono lanciare un segnale di sobrietà in un momento così delicato per il Paese.

I premi si calcolano anche su quelli che saranno gli introiti della federazione dalla Uefa a seconda del piazzamento finale della Nazionale. I “sindacalisti” azzurri hanno abbassato le pretese su sollecitazione dei dirigenti federali, ma, al tempo stesso, hanno ottenuto la promessa che la Figc devolverà gran parte di quelli che saranno i guadagni di Euro 2016 alla realizzazione delle infrastrutture per i vivai.

Non solo. La nazionale di Antonio Conte sta giocando anche per i calciatori disoccupati o senza stipendio. Al di là dei premi per il cammino all'europeo, infatti, gli azzurri percepiscono un compenso frutto di un accordo “antico”, una convenzione ormai ventennale tra l'Aic e la federazione, e basato sulla quota sponsor dell’Italia. Questo compenso varia secondo parametri particolari, ma, in sostanza, garantisce ai giocatori una cifra che balla tra i 7 e i 10 mila euro a convocazione. Bene, è proprio il caso di dire, i giocatori della Nazionale hanno aderito di buon grado alla proposta del loro sindacato di devolvere il 10 per cento della cifra al fondo di solidarietà attivato per alimentare un sussidio nei casi di calciatori che negli ultimi anni siano rimasti senza stipendio per l'inadempienza delle società che li avevano tesserati.

Un'eventualità tutt'altro che infrequente, specialmente in Lega Pro, tanto che si è arrivati dal 2007 ad oggi ad un migliaio di calciatori senza stipendio per un ammanco complessivo da parte delle società di quasi 40 milioni di euro: la quota devoluta dagli azzurri attraverso il meccanismo Aic-Figc (800 mila euro nel biennio con Conte ct) non può certo risolvere il problema, però rapprenta un segnale di solidarietà ben chiaro. (r.c.)

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