Il vastese: dedicato alla Ducati

11 Aprile 2016

Podio ad Austin: «È la mia risposta alle polemiche degli ultimi giorni»

Mai come stavolta, dalla polvere agli altari. Dopo le critiche, le accuse, i veleni, i sospetti e i rimpianti, per il più ingiustificabile degli errori, al termine della più “anonima” delle gare ecco il più inatteso dei podi. Davvero una settimana difficile da dimenticare l’ultima per Andrea Iannone quella iniziata nella ghiaia dell’ultima curva dell’ultimo giro del Gp d’Argentina e conclusa ieri sera sul terzo gradino del podio di Austin. Che il vastese della Ducati potesse far bene s’era capito già nel warm up, dove pareva letteralmente volare, anche meglio di Marquez che sulla pista di Austin pare sia nato. Ma tutto il peso psicologico della “bravata” di Buenos Aires, con l’aggiunta di un problema alla spalla, si è visto già alla prima curva, dalla quale è uscito quasi fermo. E da lì, come si temeva, sembrava iniziare il più anonimo dei Gp. Traiettorie lineari, staccate pulite, in due giri un po’ tutti s’erano abituati all’idea di una gara anonima, con i primi sempre lontani e gli inseguitori mai minacciosi. Poi, i colpi di scena. Si sdraia Rossi (che in settimana l’aveva rimbrottato per il “dispetto” a Dovizioso) e Iannone è sesto. Il giro dopo Alex Espargarò va lungo, ed è quinto. Al sesto ecco il clamoroso botto Pedrosa-Dovizioso, e Iannone si scopre terzo. Eccolo, dunque, il podio, che sembrava meno realistico di un miraggio. Ma prima di salirci Iannone realizza un altro dei suoi più strani exploit. Cioè una gara senza acuti, senza strappi, senza traversi né staccate da brivido. Ma in fondo trova il podio, come premio al profilo basso, all’umiltà. Un podio più di testa che di cuore. Quello che ci voleva per far dimenticare Buenos Aires. Il dt Dall’Igna lo elogia: «Iannone ha fatto una corsa intelligente e sofferta, anche per un fastidio alla spalla». Iannone si mostra misurato anche nella festa. «Finalmente, ci voleva questo podio. Le prime due gare sono state molto difficili per noi. Voglio dedicarlo a tutta la Ducati, lo dovevo a tutti dopo l’Argentina. Sono molto contento, è la mia risposta alle polemiche degli ultimi giorni».