Il vastese Iannone al quinto posto

13 Aprile 2015

Tutti i rimpianti di Andrea, dalla qualifica allo start poco brillante

Non brilla per Iannone la stella del Texas. Un buon quinto posto per il vastese della Ducati, ma accompagnato da un pieno di rimpianti. Rimpianto per una qualifica “mutilata”, per colpa di una morbida con la quale non c’è stato verso di trovare feeling. D’accordo, si sapeva che non sarebbe stata la gomma da gara, ma quel mezzo secondo che poteva regalare in qualifica avrebbe potuto cambiare la storia della gara, mettendo il vastese in condizione di partire una fila più avanti; rimpianto che diventa maggiore perché, complice uno start non dei migliori, Iannone s’è ritrovato per alcune curve imbottigliato nel gruppone, perdendo preziosi secondi a causa del contatto Espargarò-Redding. Impicci che l’hanno costretto a un forsennato recupero per riagganciare prima Smith e Lorenzo e poi il terzetto di testa. Inseguimento spettacolare, che dimostra che l’ottimismo pre-gara era motivato («Peccato per le qualifiche non eccezionali, ma con la morbida non abbiamo trovato il feeling giusto», aveva detto in mattinata, quasi svelando ambizioni da podio, «ma sono fiducioso per la gara, abbiamo un ottimo passo, non distante nemmeno da Marquez»).

Fenomeno spagnolo a parte, il cronometro dimostra che le previsioni potevano avversarsi. Peccato per quella partenza ad handicap, che ha costretto il “maniaco” a sciorinare 6-7 giri spettacolari, nei quali ha recuperato quasi 3’’ ai primi, passando Smith (quarto giro) e Lorenzo (sesto) fino a riagganciare Dovizioso e Rossi. A metà gara, il vastese ha ingaggiato bagarre con Dovizioso e insidiato Rossi. Ma sono stati gli ultimi “respiri” della sua media anteriore, inesorabilmente degradata. Dopo, Iannone è stato costretto a gestire per non sciupare quanto di buono fatto. Così quando Lorenzo è tornato sotto, poco ha potuto per impedirgli di riprendersi la quarta piazza, prima di andare a parcheggiare la sua Desmosedici a secco a bordo pista nel giro di rientro. Alla fine, dunque, un buon quinto. Che sa tanto di consolazione.