Il vescovo applaude comunque la Virtus

Monsignor Cipollone alla prima stagionale al Biondi: peccato per il rigore, se Piccolo avesse segnato...
LANCIANO. Il sorriso si è spento solo al triplice fischio che ha sancito la sconfitta della Virtus contro il Bologna, la seconda rimediata in casa quest’anno, la terza della stagione.
Come per tutti i tifosi rossoneri anche per il vescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, quella di ieri al Biondi è stata una sconfitta che lascia l’amaro in bocca,perché arrivata dopo che la Virtus è stata in vantaggio e ha sprecato l’occasione del raddoppio con Gatto. Per non parlare del rigore fallito da Piccolo. «Quest’anno è la prima volta che sono al Biondi», ha detto sorridente il prelato all’intervallo, seduto in tribuna accanto al presidente dell’ente fiera Franco Ferrante, «perché ho sempre impegni istituzionali che mi bloccano, ma seguo sempre il Lanciano. Peccato per il rigore, che era netto, perché se Piccolo avesse segnato avrebbe potuto indirizzare meglio la partita. Ma è andata così. C’è tempo per fare ancora bene».
Un tifoso, il vescovo, che del Lanciano piace soprattutto la forza del gruppo. «La forza della Virtus è il gruppo», ha detto Cipollone, «lo è da anni. Non c’è nessun giocatore che emerge, o vuole emergere, sugli altri. E questo è importante. Non c’è un giocatore che “spacca tutto”, che vuole primeggiare a discapito degli altri. Ed è un bene. Inoltre puntare sul gruppo, oltre ad essere la forza del Lanciano, è anche un esempio per i ragazzi di unione e aiuto reciproco. Se ognuno porta un pezzo di sé in un gruppo, si possono creare grandi cose».
Nulla da dire sul Bologna? «E’ una grande squadra, nel primo tempo ha avuto tre occasioni per andare in vantaggio e in due è stato “prodigioso” Nicolas, ma il Lanciano non è stato da meno. Spero in un pareggio per come stanno andando le cose».
Tifoso rossonero ma anche di tutte le altre squadre del centro sud, il vescovo frentano. «Tifo ovviamente per il Lanciano», ha precisato il prelato, «ma in genere per le squadre del centro-sud, anche se da bambino invece tifavo Juve». Dopo il sorriso del primo tempo, quello ancora più grande per l’esultanza al gol di Monachello; poi, anche il volto di monsignor Cipollone ha mostrato un velo di tristezza al triplice fischio del modesto Ghersini. (t.d.r.)
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