Illeciti e debiti, un’altra estate calda

29 Giugno 2018

I casi di Parma, Chievo, Palermo, Cesena, Foggia, Bari e i tanti problemi in Lega Pro, mentre in Figc si continua a litigare

Un’altra estate calda per il calcio italiano. Questa più delle altre, termometro di un movimento in difficoltà che si lecca le ferite di un Mondiale visto alla televisione. Dalla serie A alla Lega Pro i casi bollenti sono tanti, al termine di una stagione che ha visto il record di penalizzazioni e squalifiche per violazioni amministrative (tradotto: stipendi e contributi non pagati). C’è il Chievo sotto processo (sportivo) per le plusvalenze gonfiate denunciate da Striscia la notizia che hanno portato al deferimento della procura federale con il Crotone alla finestra che vorrebbe riprendersi la serie A nelle aule di giustizia. In B non ha pace il Palermo alle prese con i guai giudiziari del patron Zamparini al quale è stato sequestrato anche un milione di beni. Le sorti del Cesena sono appese a un filo dopo l’ennesimo no dell’Agenzia delle Entrate al piano di rientro proposto dal club. Per non parlare del Foggia che rischia la retrocessione in Lega Pro per i pagamenti in nero e il riciclaggio di denaro smascherato dalla giustizia ordinaria. Il Bari è alle prese con una ricapitalizzazione problematica e un braccio di ferro tra il patron Giancaspro e il socio di minoranza Paparesta. Mancherebbero all’appello un paio di milioni, sarà una corsa contro il tempo. Se non ce la facesse, avrebbe un’altra scadenza utile a luglio, ma scatterebbe subito una penalizzazione. In un contesto del genere il deferimento del Parma (illecito sportivo) per gli sms sospetti di Calaiò ad alcuni giocatori dello Spezia sembra una bazzecola.
In Lega Pro il solito bagno di sangue. Le società in crisi aumentano e ormai coinvolgono tutti e tre i gironi. Reggiana, Mestre e Pro Piacenza hanno fatto intendere che non si iscriveranno. Il Fano ha un passaggio di proprietà in corso. Della Fidelis Andria non si hanno notizie confortanti, la Juve Stabia non garantisce, il Matera è inguaiato, al Trapani è saltata la cessione del pacchetto azionario, ma si è iscritta regolarmente; il Siracusa è dato in dismissione. Col posto libero lasciato dalla revoca dell’affiliazione del Modena (andrà al Santarcangelo?), potrebbero mancare dieci club all’appello. In tutto questo contesto si continua a litigare. C’è un braccio di ferro in corso tra alcune componeti - Lnd, Aic, Aia e Lega Pro in primis - e il commissario Roberto Fabbricini. E’ stata chiesta la convocazione dell’assemblea per eleggere il nuovo presidente della federazione. Ed è stato proposto Giancarlo Abete che è già stato a capo della Figc. E proprio per questo motivo sarebbe ineleggibile in base alle nuove normative che il Coni sta recependo. Si discute e si litiga mentre la nave calcio affonda.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA