Immensa Goggia, l’azzurra più forte dell’infortunio

16 Febbraio 2022

Olimpiadi, la sciatrice conquista l’argento 23 giorni dopo l’infortunio. Medaglia di bronzo per la Delago

PECHINO. L'urlo liberatorio, dopo il taglio del traguardo, scarica via la tensione. Si piega, ha i bastoncini sotto le ascelle e bacia la telecamera. Per pochi minuti Sofia Goggia accarezza l'idea dell'oro, che poi sfugge via per soli 16 centesimi. Una smorfia di disappunto, ma poi emerge, prepotente, la gioia per un risultato straordinario a 23 giorni dal gravissimo infortunio al ginocchio: «una medaglia incredibile, ho dato tutto quello che potevo», dice a caldo. «È una medaglia d'argento del valore incommensurabile che sa quasi di platino per l'impresa che sta dietro alla costruzione della gara di oggi», ha spiegato poi la sciatrice bergamasca come un fiume in piena, euforica per un miracolo compiuto in discesa libera sulla pista olimpica di Yanqing. Perché non era affatto scontato che potesse partecipare ai Giochi di Pechino 2002, dopo il maledetto super G di Cortina del 23 gennaio. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo, tranne lei, naturalmente. Dopo aver parlato con lo staff medico è stata concentrata a «lavorare per il recupero. Dovevo andare, dovevo essere lì, mi dicevo. I Giochi olimpici sono i sogni che diventano realtà e ci volevo essere a tutti i costi. Non importava arrivare prima, seconda o al decimo posto. Ci volevo essere», malgrado la rinuncia al ruolo di portabandiera all'amica Michela Moioli.
Il medico della Fisi, Andrea Panzeri, è euforico («è stata grande) e il direttore tecnico, Gianluca Rulfi ha gridato al «miracolo di Sofia».
La Goggia ha mancato di un soffio il bis dell'oro di PyeongChang 2018, cedendo solo nella quinta frazione del tracciato. L'azzurra aveva all'ultimo intertempo un vantaggio di 18 centesimi sulla svizzera Corinne Suter, capace di ribaltare la situazione nella parte più pianeggiante e di tagliare il traguardo con il tempo finale di 1:31.87, staccandola di 16 centesimi. La discesista azzurra, leader di Coppa del mondo di specialità, ha guidato la valanga rosa, visto che Nadia Delago ha colto il primo podio in carriera a 24 anni, una medaglia di bronzo «nella gara più importante della mia vita», ha detto la gardenese (+57 centesimi)a fine premiazione. «Questo argento lascia spazio per motivare ulteriori obiettivi», continua Sofia Goggia, che guarda al futuro: «Ora punto a vincere la Coppa del Mondo». La campionessa azzurra non è sazia.