Immobile ora vuol fare il Pablito

9 Giugno 2014

Con la Fluminense finisce 5-3, tripletta del capocannoniere della A, gli altri due gol di Insigne

INVIATO A VOLTA REDONDA. E ora come si fa a toglierlo? L’ultima amichevole ci consegna un Ciro Immobile immenso, che già scomoda paragoni con Paolo Rossi e Totò Schillaci, bomber last minute che fecero grande l’Italia ai Mondiali uscendo dal niente. Ieri è stata tutta una questione di “I”: Italia, Immobile, immarcabile, è già che ci siamo anche Insigne, visto che pure lui ha regalato ottimi numeri con un gol e due assist.

Altro che Immobile. Ma la copertina è tutta per Ciro Immobile: tre gol, due assist, una condizione atletica straripante, la miscela perfetta tra cinismo e altruismo. Ha segnato in ogni modo, di testa, di potenza e di precisione. Uno show durato 60 minuti, con un gol, un assist nel primo tempo e due gol e un assist nella ripresa. Siamo sicuri che Toro e Juve abbiano fatto un affare a venderlo a 19.5 milioni al Borussia Dortmund? Adesso Prandelli dovrà pensare a come utilizzare questo ragazzo. Magari con Immobile prima punta e Balotelli che svaria largo, un po’ come faceva nel Manchester City.

Cinque gol dell’Italia-due. Numeri alla mano, la squadra che ha giocato il primo tempo aveva un potenziale offensivo superiore rispetto all’Italia dei (presunti) titolari: 57 gol in campionato contro i 38, con Cerci e Immobile (22+13) che da solo hanno segnato quasi quanto Balotelli e tutti gli altri. E in effetti sotto il profilo offensivo nel primo tempo siamo andati bene. Anche perché la Fluminense sembrava una squadra di Zeman, 4-3-2-1 con gli attaccanti che non davano punti di riferimento e inserimenti a raffica, ma soprattutto con una difesa che si alzava quasi fino a metàcampo anche sulle ripartenze dell’Italia. Che poi, guarda caso, per l’Italia hanno segnato proprio i due ex pupilli del boemo, la coppia Insigne-Immobile che aveva fatto grande il Pescara 2011-12. Abbastanza elastico il 4-3-2-1 di Prandelli ma fragile dietro e soprattutto sulla catena di destra: Cerci non l’ha quasi mai vista e non ha mai dato una mano dietro, dove Abate era spesso preso tra due e comunque poco reattivo. Non è un caso che le due reti della Fluminense sono arrivate proprio da quella corsia. Discreto Parolo dopo un inizio traballante, opaco Aquilani, basso profilo per Thiago Motta schierato basso nel triangolo di centrocampo (e ultra- beccato dai tifosi brasiliani per un fallo su Conca), mentre dietro Paletta ha fatto meglio di Ranocchia, e Darmian si è un po’ spento dopo un bell’inizio. I gol sono arrivati nel giro di un quarto d’ora. Molto bella l’azione dell’1-0 al 23’, con palla in profondità di Parolo, assist di Immobile e palla depositata in rete da Insigne. Ma il vantaggio è durato poco, colpa di un disimpegno sbagliato di Ranocchia, un’uscita insicura di Perin. Lo stadio è impazzito di gioia ma dopo altri 5’ (al 31’) Insigne e Immobile si sono scambiati i ruoli: cross del primo su punizione, stacco di testa del secondo e gol del 2-1. Adesso mettiamo la testa a posto? Macchè l’Italia si è persa di nuovo e al 37’ Carlinho l’ha punita: 2-2. La ripresa è iniziata con lo stesso 11 e nel giro di tre minuti (tra l’8’ e il 10’) prima Immobile ha segnato dopo una respinta su tiro di Cerci, poi l’ha messa dentro di precisione sul portiere in uscita, e infine tutto solo ha preferito servire Insigne per il 5-2.

Mezzora coi titolari. Al quarto d’ora Prandelli ha cambiato tutta la squadra ad eccezione di Parolo e Darmian schierando un’Italia col 4-1-3-2: Mirante; De Sciglio, Barzagli, Bonucci, Darmian; De Rossi; Marchisio, Pirlo, Parolo; Cassano, Balotelli. Il tutto con Cassano chiaramente un po’ più indietro rispetto a SuperMario. Non è stata un granché quest’Italia, soprattutto a livello di ritmo, con Balotelli e Cassano che trotterellavano. Così la Fluminense ha trovato il modo di segnare il 5-3, confermando che comunque in difesa (Chiellini non ha giocato) bisogna far meglio. Molto meglio.

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