Impavida, ora la riscossa. Lanci: «Fuori l’orgoglio»

Volley A2, play off Superlega: dopo il 2-0 a Corigliano domenica gara-3 a Ortona. Il coach: trasferta da incubo, contiamo su Michalovic. Abbiamo poco da perdere
ORTONA. Una trasferta da incubo. E non solo per la sconfitta (3-1) che ha portato Corigliano sul 2-0 nella serie della semifinale play off per la Superlega. Mercoledì si è verificato di tutto a danno della Sieco Impavida Ortona. Una sorta di “tempesta perfetta”. «Una giornata nata male e finita peggio», ha detto Andrea Lanci a fine partita. Sì, perché il risveglio a Corigliano ha visto Peter Michalovic, uno dei migliori opposti della serie A2, alle prese con un virus intestinale. Chi gli è stato accanto racconta che ha vomitato dodici volte tra la notte e il mattino. A tal punto che lo slovacco è stato portato in ospedale.
Debilitato? Di più. E così la sera è rimasto seduto in panchina, imbottito di medicinali. Al suo posto Pietro Di Meo, uno schiacciatore schierato opposto con un rimescolamento delle carte, a livello tattico, che ha penalizzato il sestetto di coach Lanci. Non è finita, perché lo stesso Di Meo è stato vittima di una distorsione alla caviglia, la stessa già malandata nel corso della stagione. E durante la partita è stato sostituito. Non è finita, perché il libero Cortina, dopo che il palasport è rimasto al buio e la partita è stata sospesa, ha lamentato il riacutizzarsi di un problema al tendine. E, quindi, fuori anche lui, dentro il baby Toscani.
Basta così? No, perché Jackson Rivera in preda al nervosismo si è beccato un cartellino rosso. Eppure anche a Corigliano la Sieco Impavida ha vinto il primo set, per poi crollare, così come era avvenuto domenica scorsa in gara uno. Un replay. Domenica è in programma gara tre a Ortona: la Sieco Impavida deve vincere per non essere eliminata, per portare Corigliano a gara quattro. La speranza è quella di rimettere in forze Michalovic. Di recuperare Di Meo e Cortina. E di invertire la rotta.
«Facciamo fatica in attacco», sostiene Nunzio Lanci, che snocciola percentuali da far venire i brividi se confrontati con quelli che hanno caratterizzato il campionato, «e non riusciamo a dare continuità al nostro gioco. Mercoledì, anche senza Peter Michalovic, eravamo partiti bene. Ma poi siamo calati, in maniera inesorabile». Detto ciò, c'è voglia di far leva sull'orgoglio per rimettersi in carreggiata. «Resto fiducioso», il pensiero del tecnico della Sieco, «anche se mi rendo conto che adesso non possiamo più sbagliare. Di certo, abbiamo ben poco da perdere. E sono convinto che la squadra possa ritrovare la via del gioco e del rendimento che ci ha caratterizzato per tutta la stagione». I tifosi, dal canto loro, non intendono mollare. È partito il tam tam in città per riempire domenica il palasport e per spingere la squadra alla riscossa.
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