In A un inizio peggiore solo nel 1979

Per Oddo 3 punti sul campo in 7 giornate, 37 anni fa Angelillo ne fece uno in meno
PESCARA. La sofferenza iniziale era stata messa in preventivo, nonostante le dichiarazioni del tecnico e dei dirigenti («tanto da qui alla fine bisogna affrontarle tutte»). Finora il Pescara ha raccolto 6 punti in 7 giornate, ma il buon rendimento ha beneficiato anche del successo a tavolino contro il Sassuolo. In attesa della decisione della corte sportiva d’appello, l’undici di Massimo Oddo occupa il terzultimo posto in coabitazione con il Palermo, davanti all’Empoli, penultimo con 4 punti, e al Crotone che chiude la graduatoria a quota 1.
Se la giustizia sportiva dovesse malauguratamente ripristinare il risultato maturato a Reggio Emilia nel match con il Sassuolo (terminato 2-1 per i neroverdi), il Delfino scivolerebbe in penultima posizione con 3 punti. E, guardando solo il bottino raggranellato sul campo, per trovare un ruolino peggiore nei sette tornei di A disputati finora dagli adriatici, bisogna tornare indietro di 37 anni. Campionato 1979-80, in panchina c’era Antonio Valentín Angelillo, sostituito da Gustavo Giagnoni alla 5ª, e i biancazzurri (alla fine giunti ultimi con 17 punti) collezionarono 2 pareggi e 5 sconfitte nei primi 7 turni. In pratica, un punto in meno rispetto al Pescara di oggi che, come accadde allora, non è ancora riuscito ad ottenere un successo sul campo.
Meglio andò nella stagione del debutto pescarese in A nel torneo 1977-78 con Cadè. Dopo le sconfitte contro Napoli e Torino, la squadra di Nobili, Repetto e Zucchini vinse contro il Bologna con rete di quest’ultimo e sigillo di La Rosa. Dopo 7 giornate 1 vittoria, 3 pareggi e altrettante sconfitte.
Nel 1987-88, stagione dell’unica salvezza raggiunta nella storia del Delfino, il miglior rendimento con Galeone in panchina: in 7 gare ben 10 punti, assegnandone 3 a vittoria e non 2 come succedeva a quei tempi. Tre successi contro Inter (a San Siro), Pisa e Cesena in casa, sconfitte esterne contro Juventus, Napoli e Fiorentina. Più o meno lo stesso accadde nel campionato successivo, quando il Delfino collezionò 3 pareggi contro Roma, Verona e Atalanta, 2 vittorie (ad Ascoli e all’Adriatico contro il Torino) a altrettante sconfitte con Milan e Napoli. Alla fine i biancazzurri tornarono in B piazzandosi al terzultimo posto con 27 punti.
Avvio in salita, invece, nel terzo torneo di A di Galeone che, dopo il blitz all’Olimpico firmato da Nobile contro la Roma, fino alla 7ª giornata non vinse più nemmeno una volta (5 sconfitte e un pareggio). Il torneo finì con un’amara retrocessione (ultimo posto con 17 punti). Stesso epilogo del 2012-13 con Stroppa (poi Bergodi e Bucchi), che però partì abbastanza bene: 7 punti in 7 gare, con il Pescara capace di pareggiare a Bologna e battere Palermo e Cagliari. Ora tocca ai biancazzurri di Oddo: un successo contro la Sampdoria sabato 15 ottobre restituirebbe serenità a squadra e ambiente.(g.t.)
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