In duemila a Pescara Vince il biellese Velatta

22 Ottobre 2018

Il teramano Marrangoni arriva quarto, è primo degli abruzzesi

PESCARA. Duemila podisti hanno invaso ieri il centro di Pescara per la 18ª edizione della maratona D’Annunziana (Km 42,195), manifestazione del calendario Uisp organizzata dalla società Vini Fantini Pescara. Nello stesso evento erano inserite una gara di mezza maratona (Km 21,097) e una staffetta 4 x Km 12-9-10,5-10,5. La 18ª D’Annunziana è stata vinta dal biellese Stefano Velatta, 43 anni, specialista di livello nazionale dell’ultramaratona. Era al suo primo appuntamento con la D’Annunziana. Ha impiegato il tempo di 2h 39’11.
Tra le donne, la prima a tagliare il traguardo della maratona è stata la pugliese Daniela Francesca Hajnal, anche lei 43enne, che ha impiegato 3h 07’28”, 15ª nell’ordine d’arrivo generale.
Il primo degli abruzzesi è stato il teramano Alberto Marrangoni, quarto in 2h 42’29”, mentre nella “mezza” si segnala la vittoria del farese Tommaso Giovannangelo in 1h 15’06”. Su questa distanza ha vinto, tra le donne, l’altoatesina ma pescarese di residenza, Verena Steinhauser, 24 anni, triatleta di livello nazionale, che ha chiuso in 1h 23’24”, 21ª in classifica generale. Una giornata tipicamente autunnale, non assolata ma mite, ha favorito l’impegno dei fondisti per i quali il caldo è il primo nemico su queste distanze. Un enorme e colorata folla si è adunata in via Nicola Fabrizi, altezza piazza Salotto, dove è stato dato il via. Come consuetudine, era tanta l’emozione e l’eccitazione da parte dei partecipanti e degli organizzatori. Una lunga e interminabile colonna di podisti si è riversata sulla riviera pescarese, attraversando il ponte del Mare direzione Francavilla, dove era posto il primo giro di boa, al civico 182 di viale Alcione. Quindi ritorno fino a Montesilvano, giro di boa all’altezza degli stabilimenti balneari Brigantino e Voglia di Mare, e ritorno verso via Nicola Fabrizi con arrivo in piazza Salotto. Terminava qui la gara della “mezza”, mentre i maratoneti dovevano compiere altri due giri da 10 Km del circuito tra piazza Salotto e Montesilvano. Dopo la partenza, Tommaso Giovannangelo (Vini Fantini), che disputava la “mezza” (Km 21,097), ha fatto il vuoto con un abbrivio piuttosto veloce, proiettato sull’ora e dodici. In seguito la sua azione si è però appannata a causa di un indurimento muscolare, facendolo chiudere in 1h 15’06”, davanti a un Alessio Bisogno (Passologico Pescara) in rimonta, 1h 16’12”, e a Marco Mancini (Vini Fantini) 1h 16’54”. Tra le donne, Verena Steinhauser (Passologico Pescara) concludeva prima a ritmo di allenamento. Eh sì, perché al termine della sua fatica, sbrigato rapidamente il rito della premiazione, ha inforcato una bicicletta ed è partita per la seconda parte della sua seduta domenicale. Il suo obiettivo a lunga scadenza è la partecipazione al triathlon delle Olimpiadi di Tokyo 2020. A un solo secondo di distanza è giunta Iolanda Ferritti (Nuova Atletica Isernia) 1h 23’25”, terza Barbara Spadaccini (Runners Chieti) 1h 29’51”. La maratona intanto continuava, con Antonio Bucci a menare le danze. Velatta si teneva a debita distanza, pronto ad approfittare di un cedimento del podista di Mozzagrogna, che puntualmente si è verificato nella seconda parte di gara. Dopo l’arrivo, molto soddisfatto il podista piemontese: «È stato un importante test prima della Maratona di New York. Città bellissima, Pescara. Era la prima volta che ci venivo. Gara ben organizzata, senza alcun intoppo». Alle sue spalle si sono piazzati il podista di Aprilia Francesco Tescione, esultante per il primato personale di 2h 39’50”, e al terzo il romano Marco D’Innocenti in 2h 42’19”, che in carriera vanta un personale sotto le due ore e venti. Anche la vincitrice femminile, la Hajnal, è in preparazione di un’importante maratona autunnale. «Ho svolto un buon test prima di una maratona che disputerò tra novembre e dicembre», dice, «non so ancora quale, sceglierò tra Firenze e Reggio Emilia, anche se il mio sogno sarebbe Valencia».
Pieno successo in termini numerici e organizzativi per la maratona D’Annunziana. Ma, allo stesso tempo, una direzione agonistica che va in senso opposto all’attività federale, fino ad arrivare al paradosso che la D’Annunziana è l’unica gara di maratona nell’ambito dei tre principali circuiti podistici abruzzesi, ma non omologata per riconoscere prestazioni cronometriche e assegnare titoli regionali nell’ambito dell’attività federale dell’atletica. Basti pensare che il secondo classificato, Francesco Tescione, non si vedrà riconosciuto il primato personale sul suo profilo di atleta. L’ulteriore salto di qualità della manifestazione potrebbe essere l’omologazione federale per l’inserimento nel calendario nazionale degli eventi podistici.
Roberto Ragonese
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