In Germania si parte ma col rischio quarantena
BERLINO. Nel giorno in cui, in Italia, il Viminale dà il via libera agli allenamenti individuali anche per i professionisti del calcio, anche il resto d'Europa, o perlomeno quel che rimane dei...
BERLINO. Nel giorno in cui, in Italia, il Viminale dà il via libera agli allenamenti individuali anche per i professionisti del calcio, anche il resto d'Europa, o perlomeno quel che rimane dei grandi campionati, prova a fare i conti con la fase 2, sperando di poter concludere le rispettive stagioni. In Germania Seehofer, ministro dell'Interno con delega allo Sport, è favorevole a una ripresa della Bundesliga, nonostante la pandemia. «Trovo plausibile il programma proposto dalla Lega e sostengo un riavvio a maggio», ha dichiarato Seehofer. Mercoledì dovrebbe esserci l'annuncio da parte della Cancelliera Angela Merkel, che però non servirà per diradare fino in fondo i dubbi. «Se c'è un caso di coronavirus all'interno di una squadra o del suo staff», ha spiegato Seehofer, «il club nel suo insieme, e forse anche la squadra contro la quale ha giocato per ultimo, dovrà mettersi in quarantena per due settimane». In Spagna c'è una forte spinta da parte dei club per tornare a giocare, un po’ meno dai calciatori i cui rappresentanti sindacali sostengono che il protocollo varato dalle autorità non dia sufficienti garanzie di sicurezza. In Inghilterra le ipotesi sono varie, e sono arrivate offerte da aiuto perfino dall'Australia, dove alcuni impresari si sono offerti di ospitare le restanti 92 partite della Premier League. Intanto il piano di ripresa del massimo campionato, che dovrebbe ricominciare a metà giugno, è ora alla prova dell'opposizione di un numero crescente di giocatori, spaventati dall'idea di tornare in campo. Dopo il via libera del governo, e il sostanziale accordo raggiunto tra i 20 club della massima divisione inglese al termine della riunione di venerdì, manca solo l'ufficialità per sancire la decisione di concludere la stagione inglese. Ci sono alcune società, però, contro l'ipotesi di disputare partite in campo neutro.

