In Messico Rosberg si gioca il primo match-ball iridato

28 Ottobre 2016

CITTA’ DEL MESSICO. Tre gare alla fine, 26 punti di vantaggio e 75 in palio per il primo posto. Sono i numeri che rimbalzano nella testa di Nico Rosberg alla vigilia del Gp del Messico. Già domenica,...

CITTA’ DEL MESSICO. Tre gare alla fine, 26 punti di vantaggio e 75 in palio per il primo posto. Sono i numeri che rimbalzano nella testa di Nico Rosberg alla vigilia del Gp del Messico.

Già domenica, sul circuito dove vinse nel 2015, la matematica gli riconosce un match-point per prendersi il primo titolo mondiale in F1 e ripercorrere così le orme del papà Keke, iridato con la Williams nel 1982. A patto che tagli il traguardo per primo e Lewis Hamilton, compagno in Mercedes e da tempo unico rimasto a contendergli la gloria, non raccolga nemmeno un punto. Ago della bilancia potrebbe essere la Ferrari, ancora a caccia del primo successo stagionale e desiderosa di tornare sul podio, anche per riscattare la scorsa edizione, quando sia Vettel che Raikkonen si dovettero ritirare. Per il 31enne Rosberg l'occasione è ghiotta, anche se non facile da cogliere. «Non sarei umano se non ci pensassi - ha ammesso nella conferenza stampa dei piloti - ma voglio continuare a regolarmi come ho fatto finora. Per ottenere le migliori prestazioni so che devo concentrarmi su quello che dipende da me, su ciò che è sotto il mio esclusivo controllo. E conquistare il titolo Mondiale già in Messico non lo è. Devo preoccuparmi solo di vincere». Seguendo questa filosofia («mi concentro su una gara alla volta») «è stata una stagione entusiasmante». Nonostante la rivalità con Hamilton, l'atmosfera nel team «è molto bella - ha assicurato Rosberg - ad esempio, domenica scorsa ad Austin abbiamo fatto una bella festa con ingegneri e meccanici. C'è un grosso senso di squadra, tutti remano nella stessa direzione e tutti sono entusiasti. Le dinamiche tra me e Lewis? Non ci penso molto, diciamo che è una relazione intensa, ma quotidianamente fatta di rapporti amichevoli».