In Prima il Nepezzano brilla grazie ai giovani

Biancorossi al terzo posto, ma il presidente Di Giandomenico protesta per alcune decisioni arbitrali
TERAMO. La Usd Pro Nepezzano 1975 ha da sempre un obiettivo: rovesciare con la forza dei suoi giovani i pronostici della vigilia. Attualmente terza (nel girone D del campionato di Prima categoria), a pari merito col New Club Villa Mattoni, ed a -4 dalla capolista Castelnuovo, la formazione biancorossa è sin qui andata ben al di là dei propositi iniziali, come fa capire Giorgio Di Giandomenico, che ne ha assunto la presidenza un paio di anni fa, dopo aver rilevato i diritti, in Prima, del Colleatterrato: «In effetti siamo partiti col preciso obiettivo di mantenere la categoria. Evitando se possibile le sofferenze patite lo scorso anno». Ci state riuscendo alla grande... «E' vero e la cosa ci fa piacere, soprattutto perché lo stiamo facendo valorizzando al contempo i nostri giovani, che era poi l'altra cosa a cui mirava questa società». Non è un caso, del resto, se la Pro Nepezzano è in assoluto la squadra del girone con la più bassa età media (24 anni e mezzo, ndc), davanti al Controguerra. «Ogni domenica», conferma Di Giandomenico, «nell'undici di partenza, schieramo quasi sempre sei fuoriquota, come minimo. Nomi? Preferisco non farne, perché ne sono tanti e tutti egualmente importanti. Alcuni provengono dalla nostra squadra Juniores, e ad essi vanno poi aggiunti i ragazzi rientrati, per fine prestito, da altri club. Mi limito semmai a nominare i nostri due attaccanti, essendo volti ben noti per il loro illustre passato, quali Antonio Giorgitto, tesserato a dicembre, e l'ex bomber del Teramo Vincent Taua, e tre '99 che si stanno facendo le ossa nel campionato di Promozione, come il centrocampista Ursini, in prestito al Piano della Lente, e due elementi momentaneamente accasitisi nelle file del Tossicia: il portiere Di Clemente ed il terzino sinistro Hamiti». Una mezza rivoluzione, insomma, rispetto alla stagione scorsa: «Sicuramente, avendola estesa anche alla guida tecnica. Affidata quest'anno all'ex trainer del Castagneto Antonio Fiorile, chiamato in sostituzione di Pasqualino Massarotti. Un allenatore assai duttile tecnicamente e che ha saputo inculcare ai ragazzi un principio ben preciso: quello di giocare sempre per vincere, a prescindere dall'avversario». Un credo rischioso, il suo, ma che sta dando i suoi frutti, se è vero che delle 22 gare sin qui disputate, i biancorossi ne hanno pareggiata una sola, vincendone ben 13... «Sarebbero state di più», conclude il presidente, non prima di aver ringraziato i propri supporters, sempre presenti sugli spalti, «senza certi arbitraggi. Come l'ultimo, che ci ha fatto chiudere in otto la gara, poi persa, col Nereto. Nessuno di noi chiede favori, ma vogliamo essere trattati alla pari degli altri».(s.d.c.)
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