In serie C femminile mamma e figlia compagne di squadra a Roseto

17 Gennaio 2017

ROSETO. Nel campionato femminile di serie C abruzzese, le ragazze del Roseto Panthers domenica hanno travolto quelle del Popoli Hoops, grazie ad un perentorio 86-29. In una gara senza storia, una...

ROSETO. Nel campionato femminile di serie C abruzzese, le ragazze del Roseto Panthers domenica hanno travolto quelle del Popoli Hoops, grazie ad un perentorio 86-29. In una gara senza storia, una bella storia da raccontare però c’è: è quella di Laura Contaldo e della figlia Asia, che per la prima volta hanno giocato insieme in canotta Panthers. Laura, la mamma classe 1977, alla sesta stagione con le Panthers, è una donna battagliera: un anno fa volle finire il campionato con un malleolo da operare; una giocatrice tosta, capace di rimandare a fine stagione un’operazione per una frattura al setto nasale rimediata, manco a dirlo, durante un match. Insomma, una che non esita a buttarsi nella mischia.

La figlia Asia, che contro il Popoli ha fatto il debutto tra le senior, portando certe capacità di leadership già viste sia nell’under 16, che nell’under 18, dove ha già esordito grazie ad una caratteristica ripresa dai cromosomi della mamma: zero timori reverenziali e una faccia di bronzo di quelle che potrebbero tornare utili in certe partite importanti. Mamma e figlia, entrambe dotate di un certo caratterino, insieme sul parquet, e inutile nascondere che un pizzico di trepidazione c’è stata: «Una delle emozioni più grandi mai provate sul parquet, un ricordo che porterò per sempre nel cuore, e di questo non posso che ringraziare i dirigenti Peppe Marini e GianPaolo Pigliacampo e il coach Franco Ghilardi». ha detto mamma Laura. La figlia Asia, classe 2001, non smentisce il suo caratterino: «Per la verità non mi piaceva tanto l’idea di giocare insieme a mia madre, ma poi dopo qualche allenamento con le senior, che mi hanno fatto sentire subito una del gruppo, ho realizzato che sarebbe stata una fortuna di quelle che non capitano tutti i giorni. Alla fine ho giocato qualche minuto, segnando anche il mio primo canestro; grazie alla società per avermi accompagnato in questo esordio: inutile dire che è stato un giorno davvero emozionante». Coach Ghilardi, sorride sornione: «Abbiamo vissuto tutti insieme un bellissimo momento, buono per ricordare al mondo dello sport che il BFA Roseto Panthers è una società a carattere familiare, dove oltre all’aspetto sportivo conta moltissimo anche quello umano».

Marco Rapone

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