In un anno persi più di 500 spettatori

La media all’Adriatico è scesa a 7.027, ma ora servirà la spinta della città
PESCARA. La fuga dall’Adriatico è inconfutabile e certificata dai numeri. Quest’anno il popolo biancazzurro si è un po’ allontanato dalla squadra. Il distacco è dipeso in parte dal rendimento degli ultimi due campionati e anche dai rapporti non idilliaci tra una parte della tifoseria e il presidente Daniele Sebastiani. Il massimo dirigente biancazzurro non è ancora riuscito a riconquistare i cuori dei tifosi. Forse anche il difficile rapporto con l’ambiente e una gestione societaria non condivisa da tutti ha portato alcuni tifosi a disertare lo stadio. Però l’ipotesi non regge fino in fondo, perché anche in passato sono stati criticati tanti presidenti, ma quando la squadra viaggiava nei primi posti lo stadio era spesso gremito. Dati alla mano, rispetto all’anno scorso sono oltre 500 gli spettatori in meno. Nella stagione 2017-2018 il Pescara occupava il nono posto nel ranking, con 7.571 spettatori di media, quest’anno invece ha chiuso al dodicesimo posto con 7.027. Anche nelle tessere sottoscritte c’è stato un crollo, visto che si è passati dai 4.914 abbonamenti nel 2017-2018, ai 3.668 di quest’anno, ovvero ben 1.246 abbonamenti in meno. Quest’anno l’Adriatico si è vestito a festa, o quasi, solo in due occasioni, ovvero nelle ultime di campionato quando la società ha dimezzato i prezzi dei tagliandi. La gara con il Verona ha fatto registrare il record stagionale con quasi 10mila spettatori (9.939 per l’esattezza) e con la Salernitana 9.099. Confrontando queste due partite, però, è saltato all’occhio un dato negativo, ovvero le oltre 1.000 persone in meno nella gara con la Salernitana (c’erano 743 tifosi campani, contro i 285 veronesi). (l.d.m.)

