Infante, muscoli e riscatto: mi manda Fultz

Basket A2, il nuovo pivot del Roseto si presenta: «Robert mi ha parlato bene degli Sharks, qui c’è una società seria»
ROSETO. Reparto lunghi tutto nuovo quello di quest’anno del Roseto Sharks, che nel ruolo di terzo lungo vedrà giocare Francesco Infante, pivot classe 1992 di 203 centimetri, che l’anno scorso ha iniziato a Forlì, concludendo la stagione a Recanati.
Infante, che prende la canotta numero 32, è un venticinquenne grintoso, che ha scelto la sfida rosetana per rilanciarsi dopo una stagione difficile.
Infante, quali sono le sue prime impressioni?
«Il primo contatto è stato molto positivo, ho conosciuto tanti ragazzi carichi e motivati dalla voglia di far vedere le proprie capacità».
Sono questi i giorni più duri, dove si lavora in modo importante sia sulla parte fisica che su quella tecnica.
«Sono convinto che questa stagione sarà fatta di lavoro duro in palestra; per il momento diciamo che è piacevole farlo anche in riva al mare, dove allenarsi all’aria aperta è anche più piacevole».
Un’etica del lavoro importante, fa parte del suo modo di giocare?
«Sicuramente, il mio impegno è sempre al massimo, lo ritengo l’unico modo per arrivare a conquistare l’obiettivo della salvezza. Iniziare subito a darci delle regole di gioco, non potrà che aiutarci; quando poi a breve arriveranno anche i due americani, dovremo sfruttare al massimo gli allenamenti per farci trovare rodati».
Perché ha scelto di firmare per Roseto?
«In questo momento per me era importante scegliere un posto che mi permettesse di coltivare le mie ambizioni, un posto giusto per me, e penso di averlo trovato: una società di A2 seria, un posto dove si vive bene e si vive il basket con passione, ed un allenatore che mi responsabilizza dandomi fiducia».
C’è stato anche il consiglio di un ex Sharks, vero?
«Già, prima di firmare ho parlato con Robert Fultz, che mi ha detto solo cose positive sulla città, sulla squadra, e soprattutto sul coach, togliendomi a quel punto ogni piccolo dubbio».
Poi parlandoci, cosa le è piaciuto di Di Paolantonio?
«E’ un allenatore disponibile al dialogo, pronto ad ascoltare, ma che sa anche farsi rispettare e lavorar sodo. E poi i risultati del scorsa stagione parlano per lui».
Il reparto lunghi è tutto nuovo: sulla carta partiranno titolari Lupusor da ala grande, e l’americano Ogide da pivot, con lei chiamato a fare il primo cambio, ed il giovane Lusvarghi da quarto lungo .
«Il coach ha scelto un americano che è capace di giocare in due ruoli, per cui quando saremo insieme lui farà l’ala grande, aprendosi di più al tiro da fuori: questo per me è un bene, sia perché mi trovo nettamente meglio a giocare da pivot, sia anche perché in difesa potremo sfruttare entrambi al massimo le nostre doti fisiche. Insomma, le premesse affinché nel corso del match il reparto si completi sempre al meglio si sono».
Con questa nuova interpretazione della regola del ‘passi’ all’americana, voi lunghi ne avrete giovamento ?
«Io di sicuro, perché quando tolsero di fatto la virata, ne soffrii molto perché era un movimento che usavo spesso; adesso potrò rimetterlo nel mio gioco, mi aiuterà ad essere più pericoloso in attacco sia a spalle che fronte a canestro. L’importante è che la squadra giri bene, e che gli Sharks vincano».
Marco Rapone
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