Infantino: costretto a lasciare il Teramo

«Non rientravo più nei programmi del tecnico e del club»
TERAMO. Un addio che ha lasciato tanti rimpianti tra i tifosi del Teramo e che ha fatto molto discutere. La partenza di Saveriano Infantino, avvenuta nelle ultime ore del mercato estivo 2019, ha privato l'attacco biancorosso del bomber che aveva contribuito in modo determinante (9 reti in 15 presenze) alla salvezza dello scorso campionato. Infantino è tornato alla Carrarese (girone A), dove a 33 anni ha trovato una seconda giovinezza trascinando i toscani a suon di gol (16) alle spalle della corazzata Monza. Un legame importante, quello tra l'attaccante lucano e l'Abruzzo, tanto da spingerlo a comprare una casa a Roseto nella quale sta trascorrendo con la famiglia questi giorni di stop per l'emergenza coronavirus. Infantino si racconta al Centro tra passato, presente e futuro.
Come sta vivendo questa fase di incertezza legata alla sosta forzata per il Covid-19?
«E' una cosa surreale, c'è una sensazione di paura e smarrimento tra la gente. Questo, però, è il momento in cui bisogna fare dei sacrifici a tutela della salute di ognuno di noi. Dobbiamo stare in casa e seguire le direttive che ci hanno dato nella speranza che l'emergenza rientri al più presto. Nel frattempo mi sto allenando da solo, anche se non è la stessa cosa».
Quando torneremo alla normalità secondo lei?
«Credere di tornare in campo ai primi di aprile, allo stato attuale, è un'utopia. Forse riusciremo a giocare a maggio, chissà. Fare adesso delle ipotesi è prematuro. Il girone A è fermo da circa un mese, sarà un problema recuperare tutte le partite».
Che bilancio fa del suo ritorno alla Carrarese?
«Sono contento. Ho segnato 16 reti, finora, e faccio parte di una squadra forte, esperta e allestita per stare in alto. Possiamo giocarcela con tutti, ai play off, per cercare di andare in serie B. L'obiettivo, quando torneremo in campo, è riuscire a conservare il secondo posto in classifica».
Ha dei rimpianti per come è finita con il Teramo?
«No. Ho fatto di tutto per rimanere, ero sotto contratto (fino a giugno 2020, ndc) e speravo di prolungare la mia avventura con i biancorossi dopo i 6 mesi bellissimi trascorsi lì. Ho sperato di restare fino all'ultimo giorno di mercato. Non volevo andare via».
Perchè si è arrivati al suo addio?
«Durante l'estate nè la società nè il tecnico (Tedino, ndc) hanno spinto per una mia permanenza. Ho iniziato il ritiro con il Teramo e ho giocato anche le due gare di coppa Italia. Con il passare delle settimane, però, ho capito che non rientravo più nei loro programmi e ho accettato l'opportunità di tornare a Carrara. Con il senno di poi, vedendo i risultati, la scelta sta dando ragione al sottoscritto. Il passato, ormai, non conta più. Il calcio è questo».
Qual è il ricordo più bello del breve periodo trascorso a Teramo?
«La tripletta contro il Ravenna e la doppietta all'Albinoleffe ci hanno consentito di conquistare delle vittorie importanti. Sono rimasto in contatto con tutti i compagni che ho incontrato nell'esperienza teramana. Vuol dire che mi sono trovato davvero bene anche a livello di gruppo».
Che rapporto ha con il tecnico Agenore Maurizi?
«Bellissimo. A gennaio 2019 ho scelto il Teramo perché in panchina c'era lui. L'ex presidente Campitelli, inoltre, mi inseguiva da qualche anno e quindi si erano create le condizioni ideali per approdare in biancorosso».
Lei ha conosciuto l'Abruzzo nel 2012 con la maglia dell'Aquila. Che ricordi ha dell'esperienza in rossoblù?
«Abbiamo vinto il campionato di C2, nel 2013, battendo ai play off il Teramo. Quella fu una stagione indimenticabile e regalammo una gioia ad una città ferita dal terremoto dell'aprile 2009. L'anno successivo (2013-2014, ndc), invece, ho giocato pochissimo e a gennaio sono andato alla Torres. Anche all'Aquila, insomma, mi misero nelle condizioni di cambiare aria».
A quale attaccante si ispira?
«Per le caratteristiche fisiche a Vieri anche se, da tifoso della Juve, il mio idolo è Del Piero».
Ha un sogno nel cassetto?
«Raggiungere la serie B, a 33 anni, con la maglia della Carrarese. Sarebbe davvero un grande traguardo».
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

