Infantino: «Ho risanato la Fifa e voglio ricandidarmi»

14 Giugno 2018

MOSCA. La Fifa è risorta dalle sue ceneri ed è in piena salute, pronta per entrare in una nuova era. Questo lo spirito del 68° congresso Fifa che si è svolto ieri a Mosca, conclusosi con l'assegnazio...

MOSCA. La Fifa è risorta dalle sue ceneri ed è in piena salute, pronta per entrare in una nuova era. Questo lo spirito del 68° congresso Fifa che si è svolto ieri a Mosca, conclusosi con l'assegnazione a Usa, Canada e Messico dei Mondiali del 2026. «All'inizio del mio incarico la Fifa era clinicamente morta: oggi è viva ed è piena di entusiasmo ed energia», ha dichiarato il presidente della Fifa Gianni Infantino, poco prima di annunciare la sua ricandidatura alla guida della federazione. A risollevare la Fifa dagli scandali di corruzione dell'era Blatter sono servite una serie di riforme strutturali. Prima fra tutte, maggiore trasparenza nella gestione finanziaria e un rafforzamento dei principi etici dell'amministrazione. «Oggi tutti sanno la provenienza e la destinazione di ogni singolo dollaro», ha puntualizzato Infantino. Non a caso il congresso di oggi (ieri, ndc) si è svolto all'insegna di una rinnovata apertura: a differenza delle edizioni precedenti, la votazione - conclusasi con la sconfitta schiacciante del Marocco a favore del trio nordamericano - si è svolta pubblicamente. Anche da un punto di vista finanziario la Fifa è in ottima forma: «I proventi non sono mai stati così alti», ha dichiarato Infantino, riferendosi ai 6,2 miliardi d'introiti previsti per la fine del 2018. Lo stesso presidente Vladimir Putin, ospite d'onore del congresso, non ha potuto fare a meno di congratularsi con Infantino, definendolo «un vero combattente». «In tempi difficili per la Fifa, Infantino ha saputo mantenere la rotta con fermezza», ha detto lo zar, per poi lodare la neutralità politica dell'organizzazione, che ha sempre sostenuto la Russia nel corso della preparazioni dei Mondiali. Alla vigilia dell'inaugurazione del torneo, Infantino guarda già oltre: «Abbiamo una visione del futuro della Fifa. Continueremo a plasmare il futuro del calcio». Ovvero una sorta di 'football 2.0'. E l'assegnazione del mondiale 2026 a un “tridente”, per la prima volta, già e un segno di quello che verrà.
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