Influenza, i motivi della protesta Sospesa l’attività giovanile
«Abbiamo avuto tredici casi di influenza e non ci hanno fatto fare il tampone». Al termine del match di Benevento Nicola Legrottaglie ha spiegato il motivo per cui la squadra è scesa in campo con le...
«Abbiamo avuto tredici casi di influenza e non ci hanno fatto fare il tampone». Al termine del match di Benevento Nicola Legrottaglie ha spiegato il motivo per cui la squadra è scesa in campo con le mascherine. Le dichiarazioni del tecnico hanno avuto una forte eco, ma in realtà si trattava di una protesta simbolica per manifestare la volontà di fermare il campionato in un momento delicatissimo per il Paese. «Proprio così», commenta Michele Abate, membro dello staff sanitario del Pescara, «negli ultimi giorni nel nostro spogliatoio si è verificato un numero di casi di influenza superiore rispetto alla media, però sappiamo bene che il tampone non viene fatto a chi non è stato nelle zone rosse o a chi non ha avuto contatti con persone che hanno contratto il virus. Al riguardo, come già detto, il nostro staff ha svolto un’attenta valutazione della squadra, dello staff e della dirigenza, perciò da parte nostra nessuna polemica, solo un messaggio per ribadire che la salute viene prima di tutto». Intanto, in attesa dello stop ufficiale al campionato, oggi pomeriggio alle 15 i biancazzurri riprendono la preparazione al Poggio degli Ulivi (a porte chiuse). Alle disposizioni già applicate si è aggiunto il divieto per la squadra di consumare insieme le colazioni e i pasti. Ieri la società ha anche annunciato la sospensione degli allenamenti per le under 17, 16, 15, 14, 13 e femminile; campionato fermo anche per la Primavera. (g.t.)

