Insulti e calci all’arbitro, fermo un anno

20 Maggio 2016

Giudice. Nei play out col Castellamare squalifiche e retrocessione al Montebello

LANCIANO. Con la stagione agli sgoccioli e i verdetti definitivi alle porte, c'è sempre chi trova nella classe arbitrale il bersaglio ideale contro cui sfogare la propria rabbia per un risultato avverso. L'importanza della posta in palio, comunque, non giustifica la violenza, peraltro puntualmente punita dal giudice sportivo regionale.

La gara play out di Prima categoria girone E, tra Castellamare Pescara Nord e Montebello, il direttore di gara è stato costretto, al 6’ del secondo tempo supplementare (sul punteggio di 1-1) a sospendere il match, dopo essere stato colpito, minacciato e accerchiato da dirigenti e calciatori del club ospite. Il giudice ha punito il Montebello con la sconfitta 3-0 a tavolino (e conseguente retrocessione in Seconda) e un'ammenda di 300 euro. Quanto ai singoli tesserati, la squalifica più pesante è al calciatore Matteo Petrucci, appiedato per quasi un anno (fino al 30 aprile 2017), per aver afferrato al collo e scalciato (da terra) l'arbitro, senza particolari conseguenze. Inibito, fino al 30 settembre prossimo, il dirigente Giancarlo Costantini, reo di aver minacciato e spruzzato, sul corpo del direttore di gara, dell'acqua contenuta in una borraccia. Multe a raffica, per il comportamento delle rispettive tifoserie, a carico di numerosi altri club: dagli 800 euro ai Nerostellati Pratola (Promozione), ai 400, in Prima categoria, a Tornimparte, Bisenti e Manoppello Arabona, passando per i 300 al Casalbordino (Promozione) e ai Red Devils Chieti (Coppa Italia C2 di calcio a 5). Per offese e minacce all'arbitro da parte di alcuni tesserati, ha rimediato una sanzione di 350 euro il Sant'Anna (Prima).

Per lo spareggio Notaresco-Castiglione Val Fino (Promozione), in programma domenica alle 16 al Comunale di Silvi, al cui esito è legato il nome della settima retrocessione in Prima categoria, se al termine dei tempi regolamentari della sfida dovesse persistere il risultato di parità, è previsto il ricorso ai supplementari e, nel caso, ai calci di rigore.

Stefano De Cristofaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA