Inter beffata al 90’, Milan ko con onore

I nerazzurri sprecano e vengono puniti nel finale dal Real Madrid. Il Diavolo sfiora l’impresa ma s’arrende al Liverpool
MILANO. L'Inter a testa bassa e piena di rimpianti esce sconfitta da San Siro. Vince il Real Madrid, con un gol all'ultimo minuto, di Rodrygo su assist di Camavinga. Ennesima intuizione di Carlo Ancelotti, perché la rete porta la firma di due giocatori entrati nella ripresa. Qualche dubbio invece per le decisioni di Inzaghi che inserisce Vidal, mai in partita, toglie Perisic per Di Marco e richiama Lautaro per Correa. È un ko immeritato quello dell'Inter, capace di dominare i blancos per tutto il primo tempo e per gran parte del secondo. Ma la pecca più grande che condanna i nerazzurri sono gli errori nell'ultimo tocco.
L'Inter scende in campo con personalità, idee chiare, consapevolezza. Sa di poter fare bene, tiene il baricentro alto, concentrata in difesa e propositiva in attacco: 45 minuti che sfiorano la perfezione, manca solo il gol, la partita resta sullo 0-0 mentre i nerazzurri avrebbero meritato ampiamente il vantaggio. La difesa soffre pochissimo e il recupero di Bastoni, in campo titolare, dà sicurezza al reparto. Brozovic e Barella fermano tutte le iniziative di Valverde e Modric, Ancelotti prova anche a cambiare fronte ai due ma la situazione resta immutata. È l'Inter a fare la partita. E se Handanovic non viene quasi mai chiamato in causa, Courtois deve imporsi più volte sui tentativi di Dzeko e Lautaro. Il Real sembra in apprensione, disorientato dal gioco fluido dell'Inter. Ci pensa ancora l'estremo difensore blancos a negare il gol ai padroni di casa respingendo una conclusione di Dzeko dall'interno dell'area. L'Inter non colpisce nel momento di difficoltà, non approfitta dell'appannaggio del Real collezionando occasioni non concretizzate. Clamorosa la chance sprecata ad inizio ripresa: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Dzeko stacca di testa, Courtois si supera e respinge poi Skriniar non trova il tap-in. Inzaghi prova a sbloccare la partita inserendo forze fresche. Ma il Real prende maggiore iniziativa. A dieci minuti dalla fine Ancelotti richiama Modric, stanco e poco incisivo, per Camavinga. Scelta decisiva, perché dai suoi piedi, all'esordio in Champions League parte il passaggio per Rodrygo che insacca.
Angelo Caradonna

