Inter-Conte, dal trionfo all’addio Juve, tutto su Allegri: via Paratici

27 Maggio 2021

Ufficiale il divorzio tra il tecnico e i nerazzurri: buonuscita di 7 milioni. I dubbi di Zhang sul sostituto  I bianconeri salutano il dirigente dopo 11 anni. Maldini conferma: «Donnarumma lascerà il Milan»

MILANO. Due mondi che si scoprono lontani: dopo il trionfo, l’addio. Antonio Conte lascia l’Inter e una società in difficoltà che non può garantire al momento né crescita, né sviluppo, men che meno certezze di vittorie future. Un orizzonte pieno di nubi perché l’Inter è costretta a rivedere i propri piani soprattutto economici, un fatto di sopravvivenza. Resta l’amarezza di una festa durata pochi giorni soltanto e gelata da un addio doloroso, dopo uno scudetto conquistato con quattro giornate d’anticipo che aveva fatto sognare il mondo nerazzurro. Sembrava l’inizio di una nuova storia ma poi il sogno è finito tra le proteste dei tifosi sotto la sede dell’Inter. Contestata la proprietà cinese, Suning e il presidente Steven Zhang al quale gli ultras chiedono con due striscioni di levare le tende e tornare a casa propria. Un brutto epilogo accelerato dalla volontà della società di tagliare i costi, ridimensionare gli stipendi, mettere sul mercato i gioielli di famiglia, forse anche Lautaro e Lukaku. Condizioni impossibili da accettare per Conte che chiedeva garanzie per portare avanti la propria idea di calcio e non era disponibile a compromessi.
Alla fine l’unica soluzione è andare via. Si parla di una buonuscita di sette milioni. Adesso è già partita la caccia al nuovo allenatore. Massimiliano Allegri è fra i candidati, ma sembra difficile che possa accettare la panchina senza un progetto dai contorni ben definiti. In lizza anche Simone Inzaghi che, però, ieri sera ha incontrato Lotito per parlare del rinnovo: le parti si sono notevolmente riavvicinate, ma c’è ancora da discutere.
Il primo ribaltone in casa Juventus c’è stato, ma non ha riguardato la panchina. È stato ufficializzato il divorzio, dopo 11 anni, tra i bianconeri e il ds Fabio Paratici. Un addio che forse prelude ad altri fuochi d’artificio. Il primo rebus da risolvere è quello della guida tecnica: l’ombra di Allegri sembra tornare minacciosa su Pirlo. Il capitolo certo è che le strade della Juventus e Paratici si separano. Per la sua sostituzione è in pole Federico Cherubini, in odore di promozione dopo avere costruito l’under 23. Intanto, in casa bianconera ci si prepara all’assemblea degli azionisti Exor in programma oggi: un’altra tappa fondamentale per il futuro della Juve, con il tema allenatore che verrà sicuramente toccato. È un duello tra Pirlo e Allegri per la panchina bianconera, ma resta calda anche l’ipotesi Zidane che dovrebbe lasciare il Real.
Salgono poi le quotazioni di Spalletti, sempre più vicino al Napoli. I bene informati parlano di annuncio imminente dopo che sembrava fatta prima per Sergio Conceicao (è durata 24 ore la sua candidatura) e poi per Galtier, l’allenatore fresco campione di Francia con il Lilla vicinissimo invece alla firma col Nizza.
Continuano i contatti per cercare il nuovo allenatore della Sampdoria. Sono in ascesa le quotazioni di Marco Giampaolo e Beppe Iachini, entrambi ex. Manca solo l’ufficialità ma Ivan Juric sarà il nuovo allenatore del Torino. Il Verona pensa a Vincenzo Italiano e Alessio Dionisi. Sul fronte giocatori, si chiude l’avventura in rossonero di Gianluigi Donnarumma. La conferma arriva dal dt del Milan, Paolo Maldini: «Le strade si dividono, non posso che augurare il meglio a un ragazzo sensibile come lui», le parole di Maldini.
Angelo Caradonna