Inter nelle mani di De Boer «Sono felice di essere qui»

9 Agosto 2016

Thohir vince il braccio di ferro con Mancini che lascia la panchina nerazzurra L’allenatore jesino non fa polemiche: «Una soluzione condivisa con il club»

MILANO. La notte più lunga di Roberto Mancini che avrebbe voluto scrivere un altro finale alla storia tra lui e l'Inter. È quasi l'una quando conferma - a malincuore - di aver rescisso il contratto con il club. È amareggiato e dispiaciuto. Gli succede l'olandese Frank De Boer arrivato a Milano, pronto per le firme e la presentazione ufficiale. «Sono felice di essere qui», dice l'olandese. La gioia di De Boer stride con il lungo e sofferto addio di Mancini. «Termina il mio impegno professionale con l'Inter, soluzione condivisa con il club in totale serenità», dice l'ex tecnico. Nessuna polemica, nessun livore. Saluta con stile e ringrazia anche la dirigenza.

Poco prima, l'Inter aveva ufficializzato la risoluzione del contratto. Un apparente fair play che nasconde però aspri contrasti e l'impossibilità di andare avanti con Thohir e Bolingbroke. L'indonesiano complica il rinnovo del contratto, poi corteggia Frank De Boer. In parallelo, Zanetti lavora alacremente per il ritorno di Simeone sulla panchina nerazzurra. I cinesi del Suning provano a trovare un onorevole compromesso ma Thohir non cede e Mancini è costretto ad arrendersi all'evidenza. Ausilio (in scadenza di contratto) e Bolingbroke si recano a Londra per incassare la disponibilità di De Boer. Mancini è esautorato nei fatti ormai da tempo. Prima viene tenuto all’oscuro del cambio di proprietà, poi estromesso dalle scelte societarie, infine pesa la questione del contratto in scadenza. L'allenatore vuole far parte di un progetto ma piano piano si rende conto di non avere la fiducia incondizionata che chiede. Thohir lo blandisce in pubblico, in privato gli fa capire che le sue aspirazioni rimarranno lettera morta. È il 23 luglio quando i due si incontrano a Portland, la distanza che c'era prima non viene colmata ma diventa siderale, l'incomunicabilità è totale. Mancini non è contento, lascia trasparire la propria delusione e i propri dubbi riguardo alla squadra, secondo lui non abbastanza competitiva come dimostrano i test estivi. Eppure cerca di resistere, magari con i cinesi si può aprire uno spiraglio. Parlare con loro però è difficile, la lontananza impedisce di costruire un rapporto solido e la calma apparente si trasforma nello showdown finale, dopo il tracollo con il Tottenham. Thohir vince il braccio di ferro con il suo allenatore, ma la sua potrebbe essere una vittoria di Pirro. L'arrivo di De Boer a pochi giorni dall'inizio del campionato è una mossa azzardata che oggettivamente non dà garanzie. L'obiettivo però potrebbe essere quello di arrivare a fine campionato per poi affidare la panchina a Simeone.