Intrigo Spagna, cambia il ct

14 Giugno 2018

Il Real si prende Lopetegui e la federazione lo caccia: squadra a Hierro

MOSCA. Terremoto nella Spagna. Una delle favorite per il titolo mondiale di Russia 2018 perde il suo ct, Julen Lopetegui, a 48 ore dall'esordio nel torneo, contro i campioni d'Europa del Portogallo di Cristiano Ronaldo in programma domani a Sochi alle ore 20 (diretta Canale 5). Il tecnico è stato cacciato, senza tanti giri di parole, dal nuovo presidente federale Luis Rubiales uno che ha fama di decisionista e che non ha per nulla gradito il fatto di essere stato avvisato da Lopetegui, che aveva deciso di andarsene a fine Mondiale per passare al Real Madrid, solo cinque minuti prima dell'annuncio del club pluricampione d'Europa. A nulla sono valse le pressioni dei capitani Ramos, Iniesta e Silva e dei “senatori” Reina, Busquets e Piquè: Rubiales non ha cambiato idea e Lopetegui è stato cacciato senza concedergli il diritto di parola. Inizialmente il presidente federale avrebbe dovuto parlare assieme al ct che stava per essere destituito, invece a Lopetegui è stato imposto di rimanere in silenzio fino al rientro in patria. Così l'ormai ex ct ha fatto le valigie e ha lasciato il ritiro di Krasnodar. «Lopetegui è uno dei migliori allenatori al mondo, sulla scelta del Real Madrid nessuna questione», si è sfogato il presidente federale mentre il tecnico se ne andava, «ma se vincere conta, conta ancor di più il modo in cui si lavora. E la federazione è stata avvertita dal ct con una telefonata avvenuta 5' prima dell'annuncio del Real. Un tecnico, mentre lavora per la federazione, non può comportarsi in questo modo».
Poco dopo Rubiales si è presentato davanti a microfoni e telecamere assieme al nuovo tecnico Fernando Hierro, che fino a martedì ricopriva il ruolo di direttore sportivo della Rfef, la federazione, e che quindi era già parte dell'ambiente, al punto che prima di andarsene Lopetegui (che ha ventilato possibili azioni legali) ha voluto parlare con lui. «Ho assistito a ogni allenamento», ha subito precisato Hierro aggiungendo che «la chiave è toccare il meno possibile, in due giorni non si può cambiare nulla e adesso devo pensare solo al Portogallo. Se sarò lo Zidane della federazione? Ci metterei immediatamente la firma». Zizou è stato, come Hierro, assistente di Carlo Ancelotti ai tempi in cui l'attuale tecnico del Napoli guidava il Real, ma il francese si è poi rivelato un vincente: proprio ciò che vorrebbe fare Hierro alla guida della Roja. «Il nostro cammino nelle qualificazioni è stato fantastico», ha sottolineato, «e qui ci sono giocatori di grande categoria. Posso guardare tutti negli occhi, e sono tranquillo. Tutto ciò che è successo in queste ore non deve essere una giustificazione per non puntare all'obiettivo per il quale siamo qui, ovvero lottare per il titolo mondiale: abbiamo una grande occasione. Quali sono i miei gusti calcistici? Vorrei che le mie squadre dessero spettacolo e vincessero ogni partita con tre reti di scarto».
E la squadra? Il capitano ha preso la parola sui social per scuotere l'ambiente: «Siamo la Nazionale», ha scritto, «e rappresentiamo uno stemma, dei colori, una tifoseria, una nazione intera. La responsabilità e l'impegno sono con voi e per voi. Ieri, oggi e domani insieme».
Ora bisognerà vedere che ne pensano il Portogallo e Cristiano Ronaldo, che per il match di domani non nascondono di essere fiduciosi: di sicuro quello di Sochi sarà un appuntamento da non perdere.