Inzaghi e i rossoneri, che accuse!

27 Aprile 2015

Milan in ritiro a tempo indeterminato. Il tecnico: «Indegni». I giocatori: «Anche tu»

MILANO. Bee Taechaubol è tornato in Italia, convinto di avere soci e capitali adeguati per la scalata al Milan. Silvio Berlusconi potrebbe incontrarlo oggi o nei prossimi giorni, per discutere il valore economico del club. Quello tecnico è forse ai minimi storici, rispecchiato dalla classifica più triste degli ultimi 17 anni, e aggravato dal caos nello spogliatoio, certificato dal duro confronto fra Inzaghi e la squadra, nonché dal ritiro punitivo a oltranza. Mentre il terzo esonero in poco più di un anno è stato posticipato solo di qualche settimana. Prima va definito il futuro assetto societario. Taechaubol è convinto di poter chiudere in tempi non troppo lunghi la trattativa avviata a gennaio con l'ex premier e superare la concorrenza del gruppo cinese guidato da Richard Lee. Alla luce dell'esame dei conti del Milan, l'offerta definitiva della cordata del thailandese - noto anche come Mr. Bee (composta anche dal portoghese Nelio Lucas, proprietario del fondo Doyen Sports, e da capitali di Pechino) - potrebbe essere inferiore rispetto alle valutazioni iniziali. Berlusconi temporeggia, non è escluso un incontro ad Arcore, ma l'agenda del leader di Forza Italia è fitta di impegni. Chissà se avrà ancora tempo e voglia per una visita a Milanello, dove una squadra allo sbando è sottoposta, per scelta di Inzaghi condivisa dalla società, al ritiro a oltranza, anche fino al termine del campionato se non cambierà l'atteggiamento. «La durata è indeterminata», ha precisato il club. «La squadra può rimanere a Milanello fino a mercoledì, oppure fino al 3, al 10, al 17, al 24 o al 31 maggio, a seconda delle decisioni dell'allenatore, che verranno prese in base alla qualità delle prestazioni». Come deciso subito dopo la partita persa a Udine, il ritiro doveva durare fino alla sfida di mercoledì sera contro il Genoa. Poi, c'è stato il duro confronto fra allenatore e giocatori sul pullman verso l'aeroporto. «Non siete degni del Milan», il senso del discorso di Inzaghi. Qualcuno, tra i rossoneri gli avrebbe risposto che l’indegno era lui. Sta di fatto che lo spogliatoio è avvelenato e c’è l'idea che a giugno la squadra sarà affidata a un altro. Un furente Berlusconi è stato tentato dalla svolta a caldo, ma ha convenuto con Galliani che non avrebbe avuto un gran senso a sei giornate dal termine.