Inzaghi risveglia l’orgoglio Milan

Il nuovo tecnico difende Balotelli. Galliani chiede la Champions ma viene contestato dai tifosi
MILANO. Nel nuovo Milan di Pippo Inzaghi c'è ancora spazio per Mario Balotelli. Ma l'attaccante dovrà meritarsi il posto, perché disciplina, corretta nutrizione, spirito di gruppo e voglia di lottare sono le linee guida del nuovo allenatore rossonero. Che mercoledì le ha esposte con le mani dietro la schiena ai giocatori, e ieri in conferenza stampa seduto fra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, i due amministratori delegati uniti dalla fiducia nell'erede di Seedorf e dalla voglia di tornare in Champions League, ma divisi su molti altri fronti, a partire dal futuro della federcalcio. Galliani ha difeso Balotelli definendo «non elegantissimo» il commento dell'ex ct Cesare Prandelli, secondo cui l'attaccante «non è ancora un campione».
«Certi allenatori si lamentano dei giocatori e poi non si capisce come li mettono in campo», ha aggiunto l'ad. E Inzaghi nei giorni scorsi ha tranquillizzato lo stesso Balotelli al telefono. «Gli ho detto che le critiche, anche ingiuste, fortificano. È patrimonio del calcio italiano e del Milan, è mio dovere valorizzarlo al massimo, può fare la differenza per noi», ha sottolineato l'allenatore dopo aver provato «i brividi» nel bagno di folla con circa duemila tifosi davanti a Casa Milan, rivelando che l'attaccante «ha chiesto un preparatore atletico per l'ultima settimana di vacanza».
I propositi del numero 45 sembrano quindi adatti alle pretese di Inzaghi. «Chi non lotta non gioca nel mio Milan», ha chiarito l'allenatore, «bisogna guadagnarsi il posto sul campo. Tutti partono da zero visto che siamo arrivati ottavi: la cosa più importante per tornare a vincere è ricreare il Dna del Milan, il rispetto per il gruppo, la voglia di allenarsi, nutrirsi bene, essere un gruppo vero con regole, principi e rispettare per i tifosi. Balotelli sarà un esempio».
Il gioco viene dopo le regole, per l'ex attaccante, che però punta a una squadra con le mezze ali molto attive come la Germania finalista al Mondiale (per questo si punta su Cerci), «propositiva e temuta dalle avversarie come un tempo». Un altro modello è l'Atletico di Madrid di Diego Simeone, lo stesso a cui guarda anche Barbara Berlusconi per altri motivi, ossia la capacità di spendere bene le poche risorse. Con l'occhio del marketing la figlia del presidente Silvio Berlusconi è entusiasta di Inzaghi, un «fidelizzatore di persone e passioni, ulteriore straordinario veicolo di promozione per tutto il Milan».
«È l'uomo giusto al momento giusto», ha aggiunto Galliani. «Pippo ci riporterà in Champions». Chiaramente servirà anche qualche rinforzo per migliorare l'ottavo posto dell'anno scorso. «Il Milan non può stare fuori dalle coppe, e l'obiettivo è tornarci dalla porta principale», ha sottolineato Inzaghi. «Menez e Alex erano giocatori ambiti, la società mi ha accontentato vincendo una concorrenza agguerrita».
I due acquisti non convincono invece la Curva Sud che ha applaudito squadra e allenatore ma con un volantino si è schierata con Barbara Berlusconi criticando duramente Galliani, ossia «chi vuole portare il cambiamento e le innovazioni all'interno del Milan e chi invece vuole continuare a portare avanti i propri interessi proseguendo su una linea che ci ha portati alla situazione attuale».

