«Io, Roseto e il basket Spero che gli Sharks centrino la salvezza»

28 Febbraio 2018

Il tecnico Trullo 20 anni dopo la vittoria della coppa Italia  «Mercato storto, ma tiferò affinché rimangano in serie A2»

ROSETO. Settimana sui generis per il Roseto Sharks, che si sta allenando senza l’obiettivo di giocare domenica prossima, visto che il campionato si ferma per le finali di coppa Italia.
Un’occasione per fare un punto con Tony Trullo, allenatore rosetano di lungo corso quest’anno ai box.
Trullo, parlando di coppa Italia, proprio vent’anni fa lei la vinceva alla guida di quel Roseto targato Bonaccorsi-Busca, che fece innamorare tutti.
«Era il 1998 e la vincemmo contro Biella. Un anno bellissimo, perché conquistammo anche l’A2».
Dopo le ultime buone stagioni, quest’anno gli Sharks non sono riusciti a compiere il miracolo, e nuotano in fondo alla classifica: che ne pensa?
«Da rosetano mi auguro che riescano a salvarsi, in qualunque modo. Da esterno, devo constatare che qualcosa è andato storto nella costruzione del team. Purtroppo può accadere quando si riparte da zero, cosa che a Roseto succede troppo spesso, capisco le difficoltà economiche, ma lo sforzo di programmare sarebbe stato ricompensato. Speriamo che in futuro chi avrà in mano le redini della pallacanestro rosetana possa riuscirci meglio, senza dimenticare i meriti di chi ha riportato Roseto in A2, gente come Cimorosi, Cianchetti e Di Sante, e pure gli staff tecnici che si sono susseguiti: ai primi il merito di averci messo voglia e soldi, ai secondi quello di aver fatto spesso scelte azzeccate».
Tornando alla Coppa, ha una sua favorita per la vittoria finale?
«In serie A2 Bologna, Trieste e Treviso le vedo più forti rispetto a quelle dell’Ovest; in B invece, occhio a Cento, Omegna e San Severo».
Più o meno le stesse squadre che si giocheranno la Coppa Italia?
«Ultimamente chi vince la Coppa non riesce a conquistare il campionato, per cui occhio alle outsider: Tortona per l’A2, e magari il Pescara di coach Rajola per la B. Anzi ne approfitto e faccio un grande in bocca al lupo a lui ed alla società che mi rilanciò con grande entusiasmo 5 anni fa».
Un pronostico per la zona retrocessione dell’A2?
«In ottica playout vedo leggermente inferiori le squadre dell’Est. Ciò detto, faccio solo il tifo per Roseto».
Perché la qualità della pallacanestro italiana è così in discesa?
«Se penso a quando ero al Messaggero Roma, ed i due americani erano gente come Ferry e Shaw, Raja e Michael Cooper, la differenza è tanta. Colpa della crisi del 2008 e dell’apertura a tanti stranieri».
In A2 c’è anche quel Pierpaolo Marini, che lei mise in quintetto al posto di un americano: arriverà in serie A?
«Quella è stata una scelta mai rimpianta. Marini a Jesi fa il titolare fisso, e gioca di fianco ad un super come Green. Forse un altro anno di A2 a grandi livelli, stando attento ad essere più regolare nelle prestazioni, lo lancerebbe definitivamente».
Lei quando ricomincerà ad allenare?
«Non dipende solo da me, ho avuto un paio di proposte quest’estate ed anche a Natale da squadre di A2, ma senza concretizzarsi. La prendo con filosofia, in fondo fermarsi dopo tanti anni mi fa bene al fisico ed alla mente, ne approfitto per rimettermi in forma da qualche acciacco».
Cosa prevede per l’anno prossimo?
«Intanto auguro a Roseto di stare ancora in A2; per quanto mi riguarda invece, l’A2 non è così importante. Potrei farla, ma potrei anche scegliere una serie B per vincere ancora una volta quel campionato».
Marco Rapone
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