Iori cervello del Cittadella Venturato: temo il Delfino

Il centrocampista è l’arma in più, Proia al posto dello squalificato Settembrini L’allenatore granata tesse le lodi dell’ex Mancuso: «È maturato tantissimo»
PESCARA. L’ultimo colpo al Tombolato risale a quasi 6 anni fa (0-1, 9 novembre 2013), poi solo sconfitte per il Pescara che oggi pomeriggio vuole strappare punti al Cittadella che lotta per entrare nei play off e che nell’ultima gara ha mandato al tappeto la capolista Brescia al Rigamonti. «Bisogna dimenticare in fretta la vittoria di Brescia», il monito del tecnico Roberto Venturato, che ha già vinto la gara d’andata all’Adriatico. «In campo servirà la massima concentrazione perché quella biancazzurra è una squadra concreta e brava a sfruttare le qualità dei propri giocatori. In questo momento ogni punto pesa come un macigno e noi dobbiamo prolungare il momento positivo che ci ha permesso di ottenere due ottimi risultati contro Lecce e Brescia». Oltre al lungodegente Rizzo, Roberto Venturato non avrà a disposizione Ghiringhelli (lesione al flessore) e gli squalificati Frare e Settembrini, ma potrà contare sul rientro di Panico che dovrebbe partire dalla panchina. Tornerà titolare Drudi che ha scontato il turno di squalifica. Al suo fianco in difesa ci sarà Adorni, sulle fasce Cancellotti e Benedetti. Nel 4-3-1-2, in mediana spazio a Proia (in vantaggio su Siega), Iori, faro e regista dei veneti, e Branca; in attacco Schenetti alle spalle di Moncini e Finotto. «Formazione? Qualche dubbio me lo porto dietro, ogni settimana cerco di guardare a chi riesce a esprimersi nel modo migliore e cerco di premiare chi lavora al meglio». Venturato ha studiato per bene il Delfino. «Il Pescara sa aggredire e ripartire», osserva, «Temo questa partita e dovremo essere bravi nell’interpretazione per non avere brutte sorprese». L’allenatore granata ha lavorato molto anche per limitare le giocate del bomber Leo Mancuso, ex Cittadella. «È un giocatore maturato tantissimo specie a livello realizzativo», dice Venturato parlando del goleador di Pillon. «Mancuso è sempre stato un ottimo attaccante. L’aveva dimostrato in C con la Sambenedettese, poi l’anno scorso e quest’anno ha trovato la definitiva consacrazione». (l.d.m.)
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