Ipotesi di fusione tra San Nicolò e Giulianova
GIULIANOVA. «Al momento non c’è niente di concreto, solo un pourparler tra amici appassionati di calcio. Se dovesse nascere un qualcosa di fattibile, il primo interlocutore sarebbe necessariamente...
GIULIANOVA. «Al momento non c’è niente di concreto, solo un pourparler tra amici appassionati di calcio. Se dovesse nascere un qualcosa di fattibile, il primo interlocutore sarebbe necessariamente il sindaco di Giulianova, con il quale finora non c’è stato alcun contatto». Questo è il commento raccolto dal presidente del San Nicolò, Salvatore Di Giovanni, in merito alle voci di una fusione tra la società della frazione di Teramo e il Giulianova.
Di Giovanni ha assicurato di anche di non avere incontri in agenda sull questione, sebbene sia stata attribuita, in tal senso, un’immediata reazione del sindaco di Teramo, Brucchi, alla notizia.
Secondo altre indiscrezioni - che a questo punto restano tali - l’eventuale operazione maturerebbe una volta conosciuto il destino, ormai segnato, del Città di Giulianova e del suo “ramo d’azienda”, l’Fc Giulianova.
Ad alimentare le voci della fusione, poi, c’è il richiamo intrigante della piazza giallorossa e dello stadio Fadini, il cui utilizzo peraltro non comporterebbe i pesanti costi di affitto del Bonolis di Teramo, e la presenza nel San Nicolò di uno staff di collaboratori giuliesi ed ex giuliesi, dal ds Ciccio Micciola all’allenatore Massimo Epifani, dal segretario Massimo Spinozzi al fisioterapista Riccardo Fini.
Nell’ipotesi della fusione, la futura squadra che militerebbe nel campionato di serie D potrebbe prendere un nome che evochi quello storico di Giulianova calcio. Questo consentirebbe, tra lìaltro, di eludere il problema del debito, il vero cappio al collo che strangola l’attuale società.
Ludovico Raimondi
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