Ipotesi ritiro e nuovo ds: il Teramo guarda avanti

24 Ottobre 2016

Peggiore partenza dell’era Campitelli: il presidente dà ragione ai tifosi arrabbiati e punge la squadra: «Abbiamo il 6° budget economico del girone B di Lega Pro»

TERAMO. Cinque sconfitte in dieci giornate; 16 reti subìte e una classifica da brividi (7 punti in coabitazione col Fano). Il momento, in casa Teramo, è a dir poco complicato. Mai, nell'era Campitelli, ci si era trovati a fronteggiare una situazione del genere. La sconfitta con l'Albinoleffe, come se non bastasse, ha anche aperto la frattura con gli ultrà, che hanno contestato i giocatori dopo il mancato saluto della squadra, sotto la curva, al termine dell'incontro di sabato. L'unico a salvarsi è il 21enne Danilo Bulevardi, già a segno due volte in campionato e sempre determinato in ogni gara. Come uscire dal tunnel? «I tifosi hanno ragione», sottolinea il presidente Luciano Campitelli all'indomani del ko con l'Albinoleffe, «e sia loro che noi siamo giustamente arrabbiati. Adesso, però, è il caso di evitare esasperazioni. Bisogna essere intelligenti e restare uniti per rimetterci in carreggiata e tenerci stretta questa categoria. In questi giorni sarò più vicino alla squadra». Campitelli lancia poi un messaggio chiaro ai giocatori: «Arriveremo fino al mercato di gennaio con la rosa attuale. Chi merita resta, chi non merita andrà via. I ragazzi devono tirare fuori gli attributi. Abbiamo il sesto budget economico del girone B, la società ha fatto enormi sacrifici, perciò pretendiamo il massimo impegno da tutti e non vogliamo gente che stia qui a svernare o soltanto a prendere stipendi alti. Mister Nofri gode della mia totale fiducia. Lui, d'altronde, è subentrato in una situazione difficile e con la squadra già fatta». Il presidente non esclude l'ipotesi di mandare la squadra in ritiro e di ingaggiare a breve un direttore sportivo, carica rimasta vacante dopo il divorzio con Lupo del mese scorso. «Stiamo valutando entrambe le cose», dichiara Campitelli, «dobbiamo ripartire azzerando il passato, altrimenti non ne azzeccheremo più una. Ci vuole umiltà e fame per uscire da questo brutto momento». Anche nelle parole del capitano, Ivan Speranza, c'è tanta amarezza: «Nel secondo tempo contro l'Albinoleffe si è spenta la luce. Siamo impazziti. E' inspiegabile ciò che succede quando prendiamo un gol. Non so se è una questione mentale o subentra la paura. Sono aspetti da analizzare bene. Ci vuole di più di quello che stiamo facendo adesso sul piano dell'impegno. Dobbiamo voltare pagina, altrimenti diventa dura. I più esperti del gruppo devono dare l'esempio. Per noi questo è un lavoro e se retrocedo il lavoro lo perdo perché poi è difficile trovare una squadra». A proposito della contestazione dei tifosi, Speranza puntualizza: «Hanno ragione. Non essere andati sotto il loro settore, a fine gara, li ha infastiditi, ma c'è una norma che ci impedisce di farlo perché si rischiano squalifiche. L'unico motivo per il quale non ci siamo avvicinati alla curva è stato questo. La faccia, però, è giusto metterla sempre e così è stato nel colloquio avuto con i tifosi all'uscita degli spogliatoi». Il prossimo esame è in programma sabato (ore 20,30) sul campo del Gubbio. D'obbligo un cambio di rotta in casa Teramo.

Gaetano Lombardino

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